Rassegna

9000m_sopra-i-prati1Val di Mello: novemilametri sopra i prati. Scritta in gioventù con la complicità dell’amico Jacopo Merizzi, autore delle foto, è un libro che in qualche maniera ha fatto storia, incarnando la filosofia del “gioco-arrampicata” introdotto sulle bellissime ed inviolate pareti della Valdimello a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80.

Ricca di aneddoti della “Golden Age Mellitica” è un condensato autentico del linguaggio un po’ guascone e sicuramente dissacratorio del pensiero “Sassista”.

E’ praticamente impossibile da trovare nell’edizione del 1985 e pure la sua ristampa del 2003 è da considerare esaurita.

Se la guida cartacea è scomparsa, così non è (per ora) per il sottoscritto, Guida Alpina di lungo corso (dal 1977), che si propone con il giovane e frizzante collega Michele Comi, come vostro Caronte (prezzolato) sulle splendide classiche della Valdimello.

Paolo Masa E-mail nascosta


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K2 La mia Avventura - Fabbri 2004 Michele Comi, guida alpina valtellinese, ci racconta la sua avventura sul versante tibetano del K2, con la spedizione del versante nord, lo fa con parole semplicissime, ma pulite e chiare, il suo é diario schietto, niente a che veder con parate pavonesche, tipiche di certi soliti noti…

Una spedizione “ufficiale del cinquantenario”, ma tanto distante dallo spirito e dall’organizzazione di quella sul versante sud: solamente quattro portatori hunza e qualche cammello per il trasporto dei materiali, nessuno sherpa e nemmeno corde fisse da noleggiare e nessun arrivo in vetta per forza, come pure nessun codazzo di stampa e tv al seguito.

Nel suo diario l’autore ci racconta di due mesi trascorsi a faticare, ad attendere una schiarita e un bel tempo che mai é arrivato, la nostalgia della propria casa in Italia e dei figli, la noia di giorni sempre uguali rinchiusi in tendine inospitali e la fame subita per errori di approvvigionamento.

Non troviamo alcun accenno trionfalistico, ma la gioia del ritorno dopo la rinuncia, che non é un fallimento, la vittoria della ragione e della vita sulla presunzione e sulla stolta voglia di arrivare a qualunque costo.

Questo libro, piccolo e leggibile in poche ore, ci riconcilia col K2 e in generale con l’alpinismo degli 8000, dopo l’orgia di opere improntate a vuoti trionfalismi e a velenose polemiche, ci fa riscoprire che andare in montagna non é solo business o presunzione, ma anche sentimento umano, altruismo, paura e umanitá.

Comi ci riconsegna un immagine di alpinismo di altri tempi, o comunque a misura d’uomo, abbiamo avuto anche troppi super-uomini. troppo perfetti, ritroviamo l’umile sapienza degli uomini della montagna, la grandezza dell’essere uomini, consapevoli dei propri limiti, ma grandi nei propri sentimenti.

Recensione Alpinia.net 2004

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La Valmalenco è nota a tutti gli escursionisti per la gran varietà di ambienti alpini, conseguenza di una vasta e complessa storia geomorfologica. Qui l’uomo ha vissuto sin da tempi lontani; ben visibili risultano ancor oggi le opere che generazioni di malenchi hanno nei secoli passati realizzato sul territorio, essi erano al contempo agricoltori, pastori, ingegneri, architetti, ma soprattutto esteti.

Camminare lungo i sentieri della Valmalenco significa recuperare il fascino di una scoperta. A far da contorno al nostro cammino, i gruppi Disgrazia-Bernina-Scalino, in particolare il Bernina, con i suoi 4050 m è l’ultimo 4000 della catena alpina procedendo verso oriente e la cima più alta delle Alpi Centrali.

Forte è il richiamo di queste cime, soprattutto quando i sentieri arrivano ai rifugi più alti, punti di partenza per le vette.
Ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le gambe. Piacevoli passeggiate di fondovalle o facili mete per famiglie, così come le panoramiche traversate in quota o l’insuperata Alta Via della Valmalenco, con i suoi 130 km da coprire in otto tappe rappresenta un must per i trekkers di tutto il mondo. L’ospitalità in quota è garantita dai 21 rifugi alpini, disseminati in ogni angolo della Valle. Nel corso degli ultimi anni la Valmalenco ha rinnovato profondamente la rete di sentieri dell’intera vallata.

Sono stati eseguiti lavori di ripristino e manutenzione diffusa lungo oltre 300 km di percorsi, dal fondovalle sino a 3000m, nuovi ponticelli e passerelle facilitano ora l’attraversamento di ruscelli e torrenti in quota.
Anche la segnaletica è stata completamente rivista con l’adozione delle tabelle segnavia posizionate secondo le direttive del Club Alpino Italiano e con il rifacimento della segnaletica orizzontale.
Tutti i sentieri più importanti hanno ora una numerazione ufficiale. Ricordiamoci sopra a tutti l’Alta Via che porta il numero 305.
Questa guida è in realtà un manuale d’uso, un utile compendio per aiutarci a scegliere la prossima camminata in Valmalenco e a scoprire qualcosa di nuovo.
Oggi troppo spesso abbiamo distrutto la “barriera della fatica” rappresentata dal muoversi a piedi. Forse questi 100 sentieri ci aiuteranno a rimetterci in cammino.

Michele Comi – Associazione Guide Alpine della Valmalenco – E-mail nascosta

Tratto dall’introduzione alla nuova guida escursionistica della Valmalenco -Unione dei Comuni della Valmalenco 2008