Stop eliski ed elialpinismo

February 1st, 2012

Nel mio lavoro di geologo e di guida alpina utilizzo spesso l’elicottero. Questo straordinario mezzo volante ha enormemente alleviato le colossali fatiche dei montanari di un tempo e ha cambiato la vita di chi vive e lavora in montagna. Ricordo bene, a metà degli anni ‘70, quando il primo luccicante Alouette rosso, pilotato dal mitico Ueli Bärfuss, una sorta di barone rosso elvetico, raggiunse per la prima volta nella storia il rifugio Bignami in alta Valmalenco (allora gestito dai miei nonni) depositando a terra una grossa rete carica di ogni ben di dio. Da allora muli, cavalli e bipedi da soma andarono in pensione, così come le ardite squadre del soccorso alpino, ormai quasi completamente sostituite dall’eli-soccorso, una struttura perfezionata al punto da diventare una vera e propria task force d’eccellenza, capace di interventi rapidissimi anche nelle situazioni più difficili, e così efficace da far pensare che a volte sia meglio farsi male in montagna piuttosto che su una strada trafficata di fondovalle. Non va poi dimenticato l’aiuto che viene dall’alto in tutte le attività di controllo, sorveglianza e monitoraggio geologico e ambientale, e più in generale in tutti i lavori di messa in sicurezza dei versanti e di supporto all’agricoltura e zootecnia di montagna. Sull’onda dell’entusiasmo e della crescente disponibilità degli aeromobili, si è poi cominciato ad utilizzarli anche nelle attività turistiche-sportive-alpinistiche. Io stesso in passato vi ho fatto ricorso in più di un’occasione, soltanto nella mia attività professionale di guida, per raggiungere l’attacco di alcune vie d’arrampicata. Lo utilizzavo in sordina, con un solo cliente, quando l’elicottero era già di passaggio in zona per altri lavori, nei giorni feriali e per raggiungere pareti un po’ fuorimano, evitando con cura le salite più gettonate per non infastidire chi si era sudato un lungo avvicinamento dal fondovalle. Che male c’è, mi son sempre detto. Sto lavorando come tanti altri, non infrango nessuna regola, ho quindi pieno diritto di volare. Sono le feste d’alpeggio d’agosto con annesso elitrasporto di massa piuttosto che le benedizioni di croci e steli di vetta con mille rotazioni che realmente fan danno! Mi son cullato in questa finta convinzione per un po’, nella certezza che le vere attività impattanti e devastanti fossero ben altre: le cave che, imboccata la disastrosa via dell’industria e del mercato globale anziché quella dell’artigianato di pregio, fanno letteralmente a pezzi le nostre montagne; le attività speculative immobiliari, che consumano gli ultimi brandelli di suolo della mia valle; lo sfruttamento indiscriminato dei residui rivoli d’acqua a scopo di… lucro idroelettrico, simbolo ipocrita di energia pulita nonostante l’apporto infinitesimale al fabbisogno energetico del Paese; le pessime strade agrosilvopastorali che sono state costruite dappertutto, in realtà strade di servizio alle seconde case, mascherate da rotabili di supporto ad un’ormai inesistente attività d’alpeggio. Ora mi rendo conto di essermi sbagliato. Per poter sostenere con convinzione le proprie idee fino in fondo, alcuni comportamenti, seppur simbolici e non sostanziali, sono importanti. Per questo non credo sia più ammissibile salire su un elicottero per finalità alpinistiche o sportive. 
Le strade e le strutture impiantistiche esistenti lungo le Alpi sono già uno splendido aiuto per facilitare gli avvicinamenti; oltre esse, la sola energia da impiegare è quella dei nostri muscoli! Solo in questo modo potrò andar fiero nel sostenere che le montagne della Valmalenco e del Masino sono così belle e preziose perché agli occhi dei moderni frequentatori dei luoghi alti appaiono uguali a come le videro, 150 anni orsono, i viaggiatori inglesi inventori dell’alpinismo! Naturalmente sarò sempre grato al mezzo volante ogni qual volta dovrò monitorare una frana, approvvigionare un rifugio o svolgere qualsiasi attività a supporto della collettività e a tutela delle persone … Michele Comi guida alpina

 

 

Picco Glorioso – presentazione a Sondrio

January 27th, 2012

E’ stato bello venerdì scorso vedere una sala gremita all’anteprima della presentazione del programma di celebrazioni per il 150° della prima salita al Disgrazia. Assieme a Popi Miotti abbiamo ripercorso i motivi di una ricorrenza ricordando la storia della montagna più alta interamente in territorio lombardo. In prima fila alcune  tra le guide malenche emerite che hanno macinato nel corso di una vita innumerevoli passi lungo creste e pareti del Picco Glorioso: Ignazio Dell’Andrino, Edgardo Gazzi e Vittorio Cometti assieme al Bianco Lenatti, autore nel 1986 della prima, e ad oggi irripetuta, discesa con gli sci della nord. Mic

 

 

Winter training

December 31st, 2011

Anche in questi giorni di festa, oltrepassati gli avamposti gastronomici facilmente raggiungibili in auto o con gli impianti, le montagne di Valmalenco sembrano essere a nostro uso esclusivo.. In compagnia di Pierluca, appassionato frequentatore delle Alpi e delle valli remote del Karakorum, podista di lungo corso e triatleta, abbiamo inanellato un paio di lunghe ed interessanti escursioni invernali. Si tratta di percorsi ad anello, ottimi per chi cerca luoghi poco frequentati e come percorsi di allenamento: Chiareggio, Alpe Oro, Alpe Monterosso, Alpe Vazzeda, Chiareggio e in successione Torre, Piasci, Zocche, Torre. Mic

Arrampicare d’inverno: Cattoalcolisti

December 28th, 2011

La variabilità climatica è ormai un dato di fatto. Non resta che adattarsi e con gran flessibilità scegliere il terreno migliore: con un po’ di astuzia, intuito meteo e fantasia, tutto ciò può anche risultar divertente. Queste tiepide giornate d’inverno, condite da un evidente fenomeno d’inversione termica, hanno suggerito d’abbandonare ogni attrezzo da neve o ghiaccio per dirigere verso le assolate pareti del Masino. In cordata con Alberto abbiamo velocemente ripetuto l’ormai classica salita di placca del Monte Piezza in una splendida giornata, insolitamente mite, ma con un cielo dipinto e l’aria pulita dell’inverno. Mic

Chiareggio d’inverno

December 19th, 2011

E’ arrivata la neve e finalmente la montagna si è vestita d’inverno. Chiareggio è l’ultimo villaggio in cima alla Valmalenco, da ora fino alla prossima primavera stupendamente interdetto alle automobili. Restano aperti solo un paio di alberghi graziosi. Il resto è silenzio, aria sottile e cime merlate di bianco. In questa cornice è stato particolarmente piacevole condurre il dinamico team direzionale di Biotest-Italia in una bella escursione in quota. Mic

 

Vademecum Bernina Valmalenco freeride

December 14th, 2011

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La montagna dentro

December 6th, 2011

E’ il titolo della mostra allestita in questi giorni a Chiesa Valmalenco del giovane e già affermato artista Nicola Magrin, profondo conoscitore delle montagne e genti di Valmalenco. Da incompetente totale, non vorrei avventurarmi nel terreno scivoloso dell’arte. Mi limito a cogliere l’eccezionalità di un tratto leggero, essenziale, fonte di suggestioni e sintesi perfetta del tempo e del lavoro degli uomini di montagna. Una fila di Sherpas, ritti nonostante il pesante carico, tra le nevi di un valico himalayano, sono l’immagine esemplare di Nicola che conservo con grande e geloso orgoglio. Mic

Assurdità dello sci

November 26th, 2011

“Perchè sicuramento lo sci, con la frenesia di andare in montagna nei mesi meno adatti, con le spese pazze, i capricci della moda, gli abiti ridicoli, i virtuosismi, le infatuazioni , le stoltezze, le gambe rotte e altri guai, è una forma di pazzia che nell’Ottocento sarebbe riuscita incomprensibile. Quando siamo lassù, il cervello autonomamente si riduce alle dimensioni di quello di un grillo o maggiolino……Eppure come è bello. Questa immensa stupidaggine è in fondo una delle poche cose buone che l’umanità moderna abbia inventato. Personalmente non conosco immagine più perfetta, ingenua e spensierata di felicità – la felicità consentita sulla terra – che un mattino di sole limpido, quando si è giunti in cima e ci si affaccia sull’orlo della pista e si vedono risplendere le grandi montagne fino ai lontanissimi orizzonti, e gli altri sono già scomparsi laggiù in fondo come bolidi, lasciando indietro piccole scie d’argento, e intorno c’è la pace, e ci si sente gli sci ben sicuri ai piedi, e si sta per lanciarsi in basso: quell’impazienza, quell’insensato appagamento, quel non pensare a nulla, quel sentirsi cos’ bene, quell’illusione, ahimè, di giovinezza; anche se dura un breve istante.” Da un’articolo di Dino Buzzati

Neve!

October 26th, 2011

La stagione dello ski è ancora lontana, ma stamane le cime sopra i 2000m si presentano ben incappucciate da un’abbondante nevicata: un buon fondo per le scorribande fuoripista che ci attendono! mic

Val di Mello – Patabang

October 24th, 2011

Mentre la Regular Climbing Season sta per terminare è ricomparso l’amico Doro Berera, decano degli ingegneri lecchesi, viaggiatore curioso ed instancabile, reduce da un recente viaggio nel Mustang, la celebre enclave tibetana in Nepal e in procinto di partire per Buenos Aires via mare con visita finale all’Isola di Pasqua. Istintivamente Doro sarebbe più incline alle ascensioni in quota, ma il freddo calato in questi giorni ha dirottato i nostri obiettivi sulla Val di Mello. Fedeli al motto: la montagna si gode di più se si è in pochi, abbiamo deciso di salire sulle splendide e solitarie placche di Patabang, dove Doro ha sfornato la sua grinta e la proverbiale capacità di adattamento alle più svariate situazioni. La giornata è stata fantastica, immersi nel mare di granito baciato dal sole, abbiamo ammirato l’ avanzare lento del sole che scacciava le ombre delle montagne dal fondovalle e il netto contrasto delle luci autunnali aumentava il senso di vuoto di questa via straordinaria. Questa è stata la mia quinta salita stagionale di Patabang, durante la quale ho accompagnato il più giovane (mio figlio Federico,10 anni) e il più anziano (Doro 72 anni) degli scalatori, oltre a Giulia (altra figlia), Laura, Alessandro ed Eleonora. L’ho salia anche ad agosto in compagnia di una prestigiosa troupe cinematografica formata dal regista Andrea Frigerio detto Frigio, dai giovani e validissimi colleghi Giovanni Onagro e Davide Spini, oltre all’indistruttibile Jacopone Merizzi Grazie a tutti! Masescu Chi vuole scalare con me non tergiversi telefonandomi al 347/3205499