L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata

20 marzo 2018

L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata.

Non calpestate l’erba, non avvicinarsi agli animali, non oltrepassare la linea gialla, vietato tuffarsi, non dar da mangiare agli animali, divieto d’immergersi in acque non protette, vietato tirare sassi, vietato giocare a palla sulla spiaggia, vietato arrampicarsi sugli alberi, vietato sedersi a terra, vietato raccogliere fiori, vietato bere per strada,  guardare e non toccare è una parola d’ordine….

Ormai siamo circondati ovunque da una rete capillare di proibizioni, divieti, interdizioni.

Bastano pochi momenti d’arrampicata tra i macigni per rianimare un rapporto diretto con l’ambiente, una conoscenza che nasce dal fare, non solo dal guardare.

 

Ettore Castiglioni

12 marzo 2018

Il 12 marzo del 1944 moriva Ettore Castiglioni, sorpreso da una tormenta, nel corso di una misteriosa fuga attraverso il Passo del Forno, tra la Valmalenco e l’Engadina.

 

 

Dialogo tra il corpo e le sue reazioni scalando d’inverno

5 marzo 2018

Tante cose diventano più semplici da accettare quando coinvolgiamo il corpo in una attività nell’ambiente naturale. La migliore scalata su ghiaccio si ottiene quando non la si considera una prova agonistica e non si impone a fasce specifiche dei nostri muscoli una performance, ma quando si trasforma in un’esperienza che esalta la sensorialità e impegna il corpo secondo i ritmi e le possibilità di ciascuno. Si approccia come un adattamento continuo, via via con nuovi equilibri, coordinazioni e ritmi diversi.

E’ un dialogo costante tra il corpo e le sue reazioni, tra la qualità del movimento e la relazione con l’intorno ghiacciato.

Larici

2 marzo 2018

Oggi è brutto tempo, anche se in realtà dovremmo parlare di tempo diverso.

I suoni si attenuano e si svela un’inconsueta geografia dei luoghi.

Scariche di neve polverosa si sentono cadere lontano, ad intervalli regolari, sono le ripide pareti del Monte delle Forbici che si liberano dalla neve caduta nelle ultime ore.

Nel bianco navighiamo tra i larici, grandi e piccoli, piegati e contorti dalle bufere e dalle valanghe, hanno cortecce spesse, rossastre o annerite dai fulmini, colorate da licheni barbuti.

Sono larici pionieri che crescono sino 2500 metri.

Forse con il sole non li avremmo osservati con la stesso stupore.

Contatto diretto e sensibile con la neve

26 febbraio 2018

Stabilire un contatto diretto e sensibile con la neve è un buon inizio. Un’occasione per tornare, almeno per un poco, come i nostri antenati, che non si muovevano mai, ma avevano più esperienza di noi che abbiamo visto tutto.

Il primato della tattilità

23 febbraio 2018

Le forma di appigli a appoggi non è unicamente il contorno geometrico, ma un certo rapporto con la loro natura (tipo di roccia). La pietra parla a tutti i sensi, oltre alla vista.

Per questo mentre ci muoviamo, specie su passaggi noti e conosciuti, arrampichiamo anticipando la portata dello sguardo.

E’ il primato della tattilità e pure del contatto olfattivo, sensi che si rimescolano e rimandano in automatico alla memoria e a un’esperienza che prende il corpo nella sua totalità.

 

L’aula migliore è fuori #2

20 febbraio 2018

Trasportare l’aula all’aperto, nella neve, accresce le nostre capacità sensoriali, che sono il nostro primo strumento di autodifesa. Un antidoto contro la circoscrizione dei sensi della vita moderna che fa percepire quasi esclusivamente attraverso gli occhi e sempre di più nello spazio limitato dello schermo di un monitor.

 

 

Sfumature al Sasso Nero

14 febbraio 2018

Per cogliere le sfumature e per renderle evidenti occorrono parole adatte, altrimenti rimangono invisibili. A volte solo il dialetto sa esprimere la genuinità del sentito.

I brüch de néf de feverèè ( ripetute spolverate di neve fredda e leggera tipiche del mese di febbraio) hanno portato un’ottima coltre bianca, ben conservata dalle basse temperature di questi giorni nei versanti al purìif (freddi e ombrosi) come il nascosto canale Nord-est del Sasso Nero, un percorso singolare, che si snoda sotto a un cielo blu, incassato tra le rocce.

Mente e cuore

13 febbraio 2018

Nessun attimo della nostra esperienza condotta negli ambienti naturali è privo di collegamento tra meccanismi di elaborazione delle informazioni e le nostre emozioni.

Oltre ad accedere all’attenzione e alla memoria, in montagna sperimentiamo di continuo delle vive sensazioni. Quanto ascoltiamo i segnali delle nostre emozioni? Perché l’attenzione è tendenzialmente orientata al richiamo di ragguagli e insegnamenti, mentre tendiamo a trascurare o a nascondere l’altrettanto importante sfera delle emozioni?

 

L’aula migliore è fuori #1

11 febbraio 2018

La passione nasce dalla libertà di correre e bagnarsi le scarpe nei prati, viaggia con piccole scintille esplose su un’esca di paglia e di carta che alla fine si incendia e arriva dritta al cuore.