Attrezzature o sensi?

20 luglio 2017

Perché gran parte dei suggerimenti in circolazione, consigli e buone prassi da adottare in montagna partono da un elenco d’equipaggiamento e attrezzature da vestire e mettere nello zaino?

Perché non iniziare dal “sentire” e “sentirsi”, e invitare a percepire, oltre alle regole, lontani dalle tecniche, iniziando semplicemente a muoverci in consonanza con quel che ci sta intorno?

Perché non rovesciare l’ordine di priorità, lasciando in coda lo sterminato e mai completo elenco di accessori tecnici? Riabilitare attenzioni all’emotività e ai sensi, sempre di più relegati nel sottoscala delle conoscenze, non  potrebbe contribuire ad esplodere l’efficacia dell’apprendimento, andando oltre i consolidati processi razionali e cognitivi?

Meglio muoversi in infradito consapevoli o in scarponi disconnessi?

 

 

 

 

 

 

Cascate

18 luglio 2017

La calura del fondovalle scompare percorrendo il sentiero nel bosco che porta al torrente. Bastano pochi minuti di cammino per ritrovarsi alla base di spumeggianti cascate, separate da piscine e grandi monoliti verdi modellati dall’acqua.

Piccole spiagge ombrose ospitano sculture e giochi d’equilibrio fatti con i ciottoli di diversa origine trasportati dalle piene. Un piccolo grande spazio che s’offre senza chiedere nulla in cambio, senza pagare il biglietto d’ingresso.

Cascate in località Le Prese in Valmalenco

Freccia gialla

17 luglio 2017

Le nuove curve di Marylin, Ombre rosse, Pelle di luna, Rosso a metà, Filo dell’arcobaleno: sono alcuni dei nomi delle vie d’arrampicata dei primi anni ’80 sulle strutture di serpentinite sparse tra Campo Moro e la Val Poschiavina in Valmalenco.

I nomi richiamano la gran varietà di forme di queste rocce, dove le luci e i colori cambiano continuamente nel corso della giornata.

Una piccola freccia gialla, dipinta oltre trent’anni fa, si ritrova alla base di queste vie.

Oltre nessuno spit, nessuna sosta, solo le pieghe naturali del serpentino indicano la via. Una corda da 50m, un mazzo di nut, quelche friend e un paio di fettucce da strozzare attorno a piccoli larici bonsai che si trovano in parete sono il materiale occorrente.

Per percorrerle da capocordata detraiamo qualche grado dal livello di prestazione usuale che abbiamo su percorsi spittati, ignoriamo le vie moderne che a tratti intersecano o piratano le vie originarie, dimentichiamo gli imperativi della performance, della velocità, senza guadagnare tempo, ma perdendolo con eleganza.

Formazione esperienziale in Val di Mello

14 luglio 2017

Siamo davanti a un grande masso, uno tra i tanti disseminati tra i prati. Potremmo raccontare che è una roccia ignea intrusiva, ha 30 milioni di anni, descrivere le modalità di formazione e messa in posto, ricordare che è costituito da alcuni minerali fondamentali, come quarzo, feldspati, plagioclasi e miche e ha una densità media di 2700Kg/m3.

Decidiamo semplicemente di percepire la rugosità dei cristalli passando le mani sopra la superficie, sentendo sotto le dita i grossi cristalli bianchi sporgenti. Poi allarghiamo lo sguardo, cogliendo sempre di più: forme, fratture, appigli e scabrosità.

Pochi passi di prova e nel giro di pochi minuti siamo in cima.

Banchisa polare

12 luglio 2017

Nessun riferimento al suolo, nessuna altura, solo una distesa a perdita d’occhio di ghiaccio, spessa un paio di metri, che galleggia sopra l’Oceano Artico.  Per distinguere le sottili sfumature nella topografia del ghiaccio marino dovrei rinascere esquimese. Questo è il Polo Nord, ad indicarlo, il display del GPS che segna 90° Latitudine Nord.

Tra i tanti ricordi, il miglior senso reale della Calotta artica è rappresentato dalla muta di cani siberiani che ci accompagna nel viaggio, unica componente del gruppo che mostra un’autentica consonanza e intimità con il pack e i venti polari.

Nelle immagini: spedizione Polo Nord aprile 2001

A scuola di montagna: Pizzo Sella 3515m e dintorni

10 luglio 2017

Sfinge 2802m spigolo N-NE

5 luglio 2017

Siamo l’unica cordata in parete.

Nubi a cavolfiore si inseguono, alternandosi a strati sottili trasparenti e biancastri che a tratti investono la montagna.

Ci sediamo in vetta con i piedi a sbalzo, a picco sopra la Val Codera, una fresca brezza soffia da nord mentre il calore lieve e gradevole del sole riscalda la schiena e da spessore al silenzio.

Preservare il segreto in Val di Mello

2 luglio 2017

Arrampicare in Val di Mello in questo fresco intermezzo che sa di primavera, dopo settimane roventi, aiuta a sfoltire i pensieri. Il sentiero brulica di gitanti domenicali mentre le pareti sovrastanti sono deserte. Ripercorrere le vecchie classiche della valle, dal Trapezio d’Argento allo Sperone degli Gnomi al Sarcofago, seguendo le tracce nascoste a mezzacosta nel bosco da la sensazione di essere a casa. Placche, fessure e camini, alcuni friend, qualche vecchio chiodo e grandi faggi dalla chioma lucida preservano il segreto.

 

Programma estate 2017

30 giugno 2017

 

Ricordi del K2

27 giugno 2017

Il 27 giugno 2004 ci ritrovammo a risalire il Qogori glacier nella neve profonda per montare il campo base ai piedi del versante nord.

Nove giorni di avvicinamento dall’ultimo avamposto cinese, attraverso un deserto d’alta quota, in uno dei luoghi più remoti del pianeta trasformarono l’esperienza del viaggio in un un ricordo indelebile. Nelle successive settimane la piccola spedizione non si spinse molto in alto lungo l’estetico spigolo nord ricoperto da un’impressionante quantità di neve, ma il tentativo contribuì a sensibilizzare l’attenzione per la vastità della Montagna, che non si conosce solo quando si sa il nome di tutto quello che contiene, o si raggiunge la vetta, ma soprattutto se si ha percezione di almeno una parte di tutte quelle relazioni che avvengono al suo interno. Tra questi ghiacci e queste rocce sferzate dal vento d’alta quota mi sentii piuttosto insignificante, circostanza che contribuì a far emergere l’essenziale e la montagna per quello che è, non solo come occasione e supporto all’impresa, all’autorappresentazione, a volte spinta sino al punto da neppure vedere la parete su cui si scala.