Skilift in via d’estinzione

12 febbraio 2019

Lo skilift è praticamente scomparso dai comprensori sciistici, sostituito pressoché ovunque da moderne cabinovie e seggiovie pluriposto, sempre più capienti, veloci e pure girevoli!

Sedili imbottiti e cupole trasparenti proteggono dalle intemperie e accolgono i tanti sciatori che affollano piste autostrade.

Eppure le vecchie sciovie, oltre ad essere impianti più leggeri e flessibili, erano parte integrante del processo d’apprendimento sugli sci.

Sacrificate in nome della portata oraria, favorivano un continuo esercizio d’equilibrio che aiutava a “sentire” la neve e gestire la trazione del piattello sotto al sedere che variava di continuo a seconda della morfologia del pendio.

Le cadute erano inevitabili, con il maestro che ti raccattava al volo. Forse per questo tutti ricordiamo l’emozione e la felicità che accompagnava la prima risalita autonoma e indenne alla sciovia del campo scuola.

Una risalita “attiva”, così diversa dal trasporto inerte che avviene in seggiovia, dove i più audaci sfidavano i cartelli di divieto, slalomando, oppure opponendosi alla trazione puntando i bastoncini sulla neve sino ad ottenere un effetto catapulta che proiettava verso l’alto…

Qualcosa di diverso da un corso di sci alpinismo..

9 febbraio 2019

 

PROGRAMMA

Esperienza o merce?

8 febbraio 2019
“Ciao,
vi contatto perchè insieme ad una amica vorremo salire in cima al monte Bianco questa estate (periodo indicativo giugno-luglio). L’anno scorso siamo stati alla Margherita e non abbiamo avuto problemi di quota o di eccessiva fatica, ma siamo a conoscenza che questa salita sia decisamente più impegnativa del monte Rosa.

Come via di salita stiamo valutando sia quella dei tre monti dal Cosmiques che quella italiana dal Gonella. Inutile dirvi che stiamo vagliando diversi preventivi e vorremmo conoscere la vostra proposta”.

“Ciao,

grazie per avermi scritto.

Il Bianco è una splendida montagna, purtroppo vittima del suo successo e sempre troppo affollata, specialmente lungo la via comune dal Goûter o dal Cosmiques. Per questo vado fiero nel  poter suggerire  numerose salite nel Gruppo del Bernina che ancora consentono di godere del silenzio e della solitudine, per sentirsi, almeno per un poco, come primi esploratori alpinisti di oltre un secolo fa.

L’ascesa dal Gonella è certamente più selvaggia e meno battuta, ma in ogni caso, per affrontare una salita complessa ad una montagna che sfiora i 5000 metri, preferisco impostare un percorso di avvicinamento, con una o più salite preventive, utili ad affinare la cordata, favorire la conoscenza reciproca e gestire al meglio il rischio che accompagna ogni uscita in montagna.

Per questo non sono in grado di “quotare” il Monte Bianco, così come si può agevolmente fare per qualsiasi merce o prodotto di largo consumo.

Cordialmente

Michele

ps: questa è una mia opinione personale, non estendibile ad altri professionisti altamente qualificati che operano sulle Alpi

Due giorni in cammino e una notte in rifugio d’inverno

5 febbraio 2019

Aprire la traccia nella neve profonda aiuta ad eliminare ciò che ha poca importanza. Solo così si diventa appassionati camminatori nella neve ed esploratori di questo primitivo mondo bianco.

La forza del gruppo si manifesta quando ci si alterna, in testa, ognuno in base al proprio fiato, per uno o cento passi, in modo da suddividere lo sforzo e risparmiare fatica.

Gestire e “giocare” con i limiti.

31 gennaio 2019

La Guida Alpina è, anzitutto, il conoscitore dei luoghi.

Può naturalmente muoversi su terreni nuovi e sconosciuti, gestendo la cordata al meglio, per trarre insegnamento dalla sperimentazione e conoscere il sapore del viaggio.

Quando gli spazi da percorrere e le pareti da salire appartengono alla propria Terra d’infanzia, ecco che i nomi e i dettagli delle cose assumono un significato diverso, diventano vere e proprie storie, che danno voce alla memoria del territorio.

Qui è possibile gestire e “giocare” con i limiti.

Questo segna una bella differenza, tra una conoscenza reale, di prima mano e una semplice, seppur tecnicamente inappuntabile, salita in cima ad una montagna.

Valmalenco, alpe Fellaria 2400m, anno 1980, foto E. Simonetti

Valmalenco, scialpinismo al Piz Palù 3901m, anno 2013

 

 

Luoghi particolari

30 gennaio 2019

Non sono segnalati come speciali su nessuna mappa, ma diventano caratteristici quando si incrociano lungo il cammino.

Sono un vecchio larice storto, un masso vestito di muschio, una parete nascosta, sotto il sole di gennaio.

Dove sta il senso?

27 gennaio 2019

Per fortuna la Valmalenco non è solo dei suoi abitanti, né degli strateghi della comunicazione che tappezzano un centralissimo centro commerciale milanese con un rombante gatto delle nevi.

Diversamente dovremmo dire a chi la ama davvero di non venire più.

Dove sta il senso, la realtà, in questa montagna fatta di benne, cingoli e frese?

Roba da chiedere i danni da lesione del diritto all’immagine.

Campo gravitazionale

25 gennaio 2019

La gravità attrae verso il basso e con il trascorrere del tempo è un po’ come ritrovarsi a sfidare il campo gravitazionale di Giove. In questo modo passaggi arcinoti tornano ad essere interessanti e regalano felicità, anche solo per il fatto di poterci mettere le mani sopra, passando con naturale continuità dalle salite in quota, allo sci, alla roccia. Inseguire le difficoltà in una disciplina vorrebbe dire sacrificare la possibilità di percorrere senza troppo affanno i tanti ambienti della montagna e coglierne il significato.

 

  

Attardarsi o correre senza timore di rallentare o distanziare nessuno

24 gennaio 2019

Siamo solo in due su questa montagna bianca.

Possiamo attardarci o correre, senza timore di rallentare o distanziare nessuno. 

Proviamo a mettere a fuoco i dettagli: forme, neve, ambienti e il nostro modo di attraversarli. Questi particolari potranno essere organizzati e memorizzati in una forma tale da renderli immediatamente riconoscibili nel corso delle prossime uscite.

Il silenzio ghiacciato va conservato

21 gennaio 2019

Il valore degli spazi naturali dipende dalla possibilità dar spazio all’improvvisazione, alla curiosità, come quella di infilarsi in una piccola cavità, tra rocce e stalattiti di ghiaccio.

Tra le varie attività “verticali”, l’arrampicata su ghiaccio mal si combina con una frequentazione di gruppo e affollata. Una sola cordata in azione consente di evitare fastidiosi incroci di lame, frammenti che si staccano dall’alto e, soprattutto, conservare il silenzio “ghiacciato”.