Quanto è importante sapere perfettamente dove ci troviamo?

18 settembre 2017

Quanto è importante sapere perfettamente dove ci troviamo, mettere una x su una rete di coordinate, mentre ignoriamo quel che abbiamo intorno concretamente? Condurre un’escursione o una scalata seguendo pedissequamente una serie di punti su una carta o su un display equivale a sfogliare le pagine di un libro senza leggerne nemmeno una parola.

Potremmo sostenere di aver passato le pagine tra le dita, il che potrebbe pure essere di una certa utilità, ad esempio quando occorre raggiungere o fuggire da luogo più in fretta possibile, ma in questo modo potremmo dire di aver compreso il racconto e quindi il significato della nostra salita?

Conoscenza di prima mano

16 settembre 2017

Più aumenta la conoscenza, più si infittisce la quantità di elementi misteriosi che combinati assieme regolano le leggi della natura. Per questo è sempre azzardato dispensare certezze su come e quando muoversi in montagna. L’unica cosa indubitabile è che la conoscenza di prima mano richiede tempi lunghi, senza punti d’arrivo definitivi, insomma praticamente antitetici rispetto alle pretese senza respiro della vita moderna.

 

Programma arrampicata d’autunno – Riserva naturale Val di Mello

13 settembre 2017

Scalare senza salire in cima

1 settembre 2017

Imparare la lingua dei gesti, cercando le strategie più efficaci per superare la parete con le proprie forze e guardare le cose da un punto più alto, sono un bel mezzo per accelerare la conoscenza di sé e dell’ambiente circostante. L’arrampicata su roccia è un ottimo “agente lievitante” nella relazione tra uomo e rischio.

Con l’arrampicata si sperimentano equilibri e recuperano i giochi di ragazzo, anche attraverso le sensazioni della pietra dura sotto le dita e l’odore della polvere della roccia che permangono a lungo. Un bel mezzo per acquistare familiarità con la variabilità dei contesti naturali. Tenere a bada la paura, gestendo i rischi, offre un’inaspettata ricchezza d’esperienze, di coscienza della vulnerabilità sempre di più addormentata.

 

Foto Isacco

Ritrovare il tempo

30 agosto 2017

Chissà perché i tempi dettati dall’efficienza del lavoro (e pure della scuola) debbono essere sempre di più trasportati in montagna.

Così ci priviamo della possibilità di ritrovare il tempo in uno degli ultimi spazi liberi a potata di mano, dove poter imparare dal muoversi in un luogo privo di certezze, con un processo senza fine, senza schemi e appassionarci cogliendo realtà, storie e sapori.

Meglio l’abbandono

26 agosto 2017

Perché non lasciamo in pace quel che resta delle case d’alpe abbandonate? Cessata ogni attività d’alpeggio, e quindi lo scopo per cui vennero costruite con sapienza, perché assistiamo a un’ostinata ricostruzione di case vacanza sopra i vecchi sedimi?

I denti della ruspa abbattono gli antichi muri a secco per far spazio al finto rustico contornato da staccionate e barbecue per grigliate con suino da discount. Perché le strade realizzate ad esclusivo uso agricolo debbono accogliere il transito motorizzato dei nuovi proprietari, vacanzieri del week end? Alla paccottiglia di nuove strutture, disconnesse e in conflitto con le forme dei luoghi, preferisco recinti di rovi, alberi che crescono tra i muri storti e fodere di muschio che ricoprono quel che resta dei tetti. Così le baite potranno tornare ad essere terra e roccia.

Meglio l’abbandono, che almeno preserva.

Bernina sud

22 agosto 2017

Per fortuna i vasti e dimenticati spazi del Bernina sud non sono avvelenati da ordinanze che regolamentano le dotazioni alpinistiche e da nudità dimostrative. La lunga e primitiva ascesa dal versante italiano è una salita preziosa, perfettamente adeguata all’incontro al di fuori dal tempo, in uno spazio preservato, non ancora interamente votato all’utile, al funzionale.

Grandi nubi lenticolari avvolgono la cima, sospinte da un vento fresco da nord. L’estate rovente ha ridotto l’estensione dell’esile cresta nevosa sommitale, sostituita da un crinale di diorite fratturata che affiora ormai con continuità sino alla vetta.

Bivacco

16 agosto 2017

Non serve allontanarsi troppo da casa per vedere luoghi diversi. A volte basta scegliere cammini inconsueti per fare in modo che spazi noti si mostrino sotto una nuova luce. Osservare la valle dal culmine di uno sperone roccioso, con centinaia di luci là in basso provenienti delle abitazioni aperte solo per pochi giorni d’agosto, attiva curiosità e stabilisce un contatto speciale con quel che ci sta attorno.

 

Sculture naturali

9 agosto 2017

Non è l’opera di un marmista, né di uno scultore, ma l’incredibile risultato dell’incessante lavorio del moto vorticoso dell’acqua nel corso dei secoli, con sabbia e ghiaia e ciottoli in sospensione, che ha agito come un tornio gigantesco.

Partendo da un piccolo invito o un punto debole della roccia il processo ha progressivamente innescato un’erosione circolare che ha moltiplicato esponenzialmente l’azione erosiva della massa liquida. Esplorare queste forme è una piccola ricerca di benessere, di immaginazione, che non necessita di nulla e ci ricorda che non c’è roccia che non abbia qualcosa da raccontare.

Badile spigolo nord

8 agosto 2017

Dopo questa traversata, dopo esserci bagnati sotto il temporale in Val Bondasca e asciugati al vento, essere rimasti stupefatti dall’arrampicata lungo lo spigolo del Badile e dalla lunga discesa dal versante italiano. Dopo aver visto e provato tante sensazioni sbalorditive, a tratti smisurate, forse comprendiamo qualcosa di più di noi stessi e di questa montagna.