Archivi per la categoria ‘scialpinismo’

Neve incertezza e altre cosucce

giovedì, 18 gennaio 2018

Confesso che ho perso completamente il contatto con le ultime novità tecniche e i materiali proposti per lo scialpinismo. Ho visto in edicola una recente guida all’acquisto spessa come un vecchio elenco telefonico, ma non ha trovato spazio nella borsa della spesa.

Mi ha invece incuriosito un articolo pubblicato dall’American Avalanche Institute, dove si analizzano diversi aspetti legati al “fattore umano”, da cui si ricava che essere “esperti” nella tecnica e nelle scienze della neve automaticamente non ci trasforma in esperti nei processi decisionali.

Ho poi provato a ridisegnare, adattandolo, un grafico scovato in rete che descrive le “tre fasi dell’esperienza” che mi ha particolarmente colpito.

 

Ombre lunghe e curve speciali al Sasso Bianco 2490m

lunedì, 18 dicembre 2017

Percorrere la montagna bianca in queste brevi giornate di dicembre significa prendersi un intervallo perfettamente sgombro di pensieri. La luce inonda lo spazio, ma conserva le nostre ombre lunghe mentre scivoliamo su un fondo quasi portante ricoperto da pochi centimetri di brina di superficie o di neve soffice che rendono speciale ogni curva, tra dossi, radure e vecchi alpeggi.

Diamo forma a quello che non si vede

giovedì, 14 dicembre 2017

La vista diventa troppo spesso il nostro primo riferimento, a discapito di tutti gli altri sensi.

Proviamo ad ascoltare il suono degli sci nella neve nuova e profonda, quella vera. Una piccola esperienza utile a farci percepire l’estrema complessità della neve, degli innumerevoli cristalli che la compongono, sempre diversi l’uno dall’altro, a forma d’aghi, colonne o piastre esagonali.

 

Non vi sono del resto “metodi” veri e propri per lo sci…

lunedì, 11 dicembre 2017

Non vi sono del resto “metodi” veri e propri per lo sci….si tratta semplicemente di diventare uno sciatore consumato.  E per esserlo, non si devono conoscere solamente i movimenti da compiersi nelle diverse posizioni, ma si deve soprattutto avere una conoscenza profonda dei vari aspetti e delle molteplici forme del terreno. E qui sta una delle ragioni del nostro amore per lo sci; perché obbbligandoci a conoscere il volto della natura, esso ce la rende maggiormente cara, aumentando la nostra ammirazione per la sua bellezza e la sua grandezza. Sci e Sciatori;  A. Couttet, A. Lunn, E. Petersen, A. Rivera;  Istituto Geografico De Agostini 1930.

Il non-programma 2017-2018

Meglio di stagione

giovedì, 9 novembre 2017

Sarà la penuria delle ultime stagioni o la nevrosi da corsa alla “primizia”, ma bastano pochi centimetri di neve in quota a novembre per scatenare la corsa alle prime uscite, agli acquisti, alle proposte bianche.

Per me la neve va trattata come frutta e verdura. Diffido delle primizie, perché quasi sempre sono insapori ed amarognole. L’altr’anno decisi di uscire con gli sci gli solo quando la neve si depositò davanti alla porta di casa.

Intendo ripetermi e, nel caso non nevicasse, potremo sempre percorrere le montagne a piedi. Conoscere la reale conformazione del terreno e delle rocce senza neve di un percorso scialpinistico è la miglior fonte d’informazioni utili ad affrontare poi il percorso con gli sci. Quanti conoscono cosa si nasconde sotto la neve?

Intanto rispolvero la mia “merce”:

Tecnica e fattore umano: una proposta diversa

Sci e fuoripista

Piz Palù di primavera

sabato, 6 maggio 2017

E’ arrivata la neve!

Oltre un metro a 3000m. La montagna assetata e i ghiacciai ringraziano.

Ringraziano gli scialpinisti pazienti che hanno colto il momento giusto e oggi risalgono la Vadret da Pers trasformata in un enorme bacino rilucente. Un paio di cordate avanti a noi procedono come panzer, battendo la traccia perfetta nella neve profonda.

L’aria è fredda e la neve magnifica. Scendiamo con il sole alle spalle, ascoltando i nostri muscoli, scivolando su questa microscopica neve, soffice e silenziosa, che finalmente ha il profumo d’inverno.

 

Attraversare le Alpi con gli sci

lunedì, 10 aprile 2017

Attraversare le Alpi a primavera con gli sci non è una semplice gita scialpinistica, ma un viaggio di scoperta, un passaggio continuo di frontiere minerali e vegetali che obbliga ad alzare gli occhi e non limitarsi al movimento meccanico di un passo davanti all’altro.

Risaliamo la Valmalenco con i ciliegi in fiore e  ci incamminiamo lungo i suoi ripidi versanti sino a raggiungere la capanna Marinelli al Bernina (2813m). Siamo gli unici viaggiatori provenienti dall’Italia.

Miriamo a nord, per  il ghiacciaio di Scerscen superiore, verso il passo Sella (3265m), alla base della grande cresta occidentale del Piz Roseg (3937m).

Oltrepassato il valico cambia la luce e l’orizzonte e ci tuffiamo in una lunga discesa solcando la Vadret da la Sella, aggirando qualche crepaccio e imboccando il giusto canale tra le rocce lisciate affioranti. Al piano ci ritroviamo a pattinare leggeri sulla superficie gelata del Lej da Vedret, sempre procedendo a nord, destinazione Pontresina.

Senza meta, sulla sommità del Sasso Moro 3108m

sabato, 18 marzo 2017

A volte è utile muoversi in montagna senza meta, disponibili ad ogni curiosità, pronti ad adattarsi alle circostanze.

Così abbiamo inseguito la neve migliore, modificando la rotta ad ogni passo, per tenerci al riparo da questo caldo e insolito sole di fine inverno, affrontando i pendii settentrionali del Sasso Moro, forse il miglior punto d’osservazione dei vasti spazi del Bernina sud.

 

Nuovi avvistamenti alieni al Pizzo Scalino

martedì, 14 marzo 2017

Finalmente oggi le navicelle spaziali del nostro immaginario si sono ben avvistate dalla vetta del Pizzo Scalino.

Spettacolari nubi lenticolari, formate e dissolte nel volgere di pochi istanti sopra alle cime del gruppo del Bernina e del Disgrazia, sospinte da un vento teso favorevole che soffiava da nord, ci hanno attratti verso la cima e alleggerito le curve lungo una splendida discesa su una neve ormai trasformata e portante.

Vuoi avvistare un Ufo?

Senza fretta tra Campagneda e Prabello

venerdì, 9 dicembre 2016

La neve è compatta, indurita dalla pioggia caduta sin oltre i 2000 metri, ideale per prendere confidenza e sperimentare le prime sensazioni fuori dalle piste.

Risalire la montagna con le pelli di foca, senza meta precisa, evitando di seguire ogni traccia umana è un piccolo antidoto contro gli imperativi della velocità, del rendimento, dell’efficienza.

Così siamo finalmente padroni del nostro tempo, decidiamo ritmo, respiro, fermate e l’osservazione di ogni dettaglio.

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