Archivi per la categoria ‘scialpinismo’

Piz Palù di primavera

sabato, 6 maggio 2017

E’ arrivata la neve!

Oltre un metro a 3000m. La montagna assetata e i ghiacciai ringraziano.

Ringraziano gli scialpinisti pazienti che hanno colto il momento giusto e oggi risalgono la Vadret da Pers trasformata in un enorme bacino rilucente. Un paio di cordate avanti a noi procedono come panzer, battendo la traccia perfetta nella neve profonda.

L’aria è fredda e la neve magnifica. Scendiamo con il sole alle spalle, ascoltando i nostri muscoli, scivolando su questa microscopica neve, soffice e silenziosa, che finalmente ha il profumo d’inverno.

 

Attraversare le Alpi con gli sci

lunedì, 10 aprile 2017

Attraversare le Alpi a primavera con gli sci non è una semplice gita scialpinistica, ma un viaggio di scoperta, un passaggio continuo di frontiere minerali e vegetali che obbliga ad alzare gli occhi e non limitarsi al movimento meccanico di un passo davanti all’altro.

Risaliamo la Valmalenco con i ciliegi in fiore e  ci incamminiamo lungo i suoi ripidi versanti sino a raggiungere la capanna Marinelli al Bernina (2813m). Siamo gli unici viaggiatori provenienti dall’Italia.

Miriamo a nord, per  il ghiacciaio di Scerscen superiore, verso il passo Sella (3265m), alla base della grande cresta occidentale del Piz Roseg (3937m).

Oltrepassato il valico cambia la luce e l’orizzonte e ci tuffiamo in una lunga discesa solcando la Vadret da la Sella, aggirando qualche crepaccio e imboccando il giusto canale tra le rocce lisciate affioranti. Al piano ci ritroviamo a pattinare leggeri sulla superficie gelata del Lej da Vedret, sempre procedendo a nord, destinazione Pontresina.

Senza meta, sulla sommità del Sasso Moro 3108m

sabato, 18 marzo 2017

A volte è utile muoversi in montagna senza meta, disponibili ad ogni curiosità, pronti ad adattarsi alle circostanze.

Così abbiamo inseguito la neve migliore, modificando la rotta ad ogni passo, per tenerci al riparo da questo caldo e insolito sole di fine inverno, affrontando i pendii settentrionali del Sasso Moro, forse il miglior punto d’osservazione dei vasti spazi del Bernina sud.

 

Nuovi avvistamenti alieni al Pizzo Scalino

martedì, 14 marzo 2017

Finalmente oggi le navicelle spaziali del nostro immaginario si sono ben avvistate dalla vetta del Pizzo Scalino.

Spettacolari nubi lenticolari, formate e dissolte nel volgere di pochi istanti sopra alle cime del gruppo del Bernina e del Disgrazia, sospinte da un vento teso favorevole che soffiava da nord, ci hanno attratti verso la cima e alleggerito le curve lungo una splendida discesa su una neve ormai trasformata e portante.

Vuoi avvistare un Ufo?

Senza fretta tra Campagneda e Prabello

venerdì, 9 dicembre 2016

La neve è compatta, indurita dalla pioggia caduta sin oltre i 2000 metri, ideale per prendere confidenza e sperimentare le prime sensazioni fuori dalle piste.

Risalire la montagna con le pelli di foca, senza meta precisa, evitando di seguire ogni traccia umana è un piccolo antidoto contro gli imperativi della velocità, del rendimento, dell’efficienza.

Così siamo finalmente padroni del nostro tempo, decidiamo ritmo, respiro, fermate e l’osservazione di ogni dettaglio.

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Scialpinismo e sci fuoripista: tecnica e fattore umano. Una proposta diversa.

martedì, 6 dicembre 2016

L’acquisizione di informazioni sulla neve, sul meteo, sui mille apparecchi ARTVA, su sonde, pale e airbag non è in grado di supportare completamente la nostra capacità di decidere quando ci muoviamo nella neve.

Ogni imprevisto è certamente da ricondurre ad un problema umano.

Mentre siamo fortemente attratti dall’approfondimento e dalla ricerca di solidità tecniche, razionali, troppo spesso ci scordiamo l’importanza delle altrettanto fondamentali e complementari competenze non tecniche legate al fattore umano.

In pratica l’ascolto di quel vasto mondo, cognitivo, sensoriale ed emotivo, legato alla sfera personale, che condiziona la presa delle decisioni si da troppo spesso per scontato.

I progressi nelle apparecchiature, la popolarità e il fitness hanno portato ad una curva di apprendimento sempre più veloce.

Non sempre però il miglioramento delle conoscenze si accompagna con un analogo perfezionamento dei processi decisionali.

Per chi fosse interessato propongo alcune semplici uscite di scialpinismo e fuoripista, per tentare di ‑indagare un diverso approccio, non solo basato su fattori fisici come il cristallo di neve, il manto, la morfologia, le tecniche di autosoccorso…

Questa proposta non è da intendere come una critica nei confronti della formazione consolidata, ma al contrario, intende completare ed “esplodere” le conoscenze acquisite.

Contattatemi per maggiori informazioni.

Nella foto: dopo un’abbondante nevicata notturna, la a miglior discesa dalla sud del Sasso Nero va affrontata al mattino, prima che la neve trasformi.

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Ri-scoprire la neve

giovedì, 24 novembre 2016

Sciare significa viaggiare nella neve.

Ogni discesa in un mondo bianco, specie se remoto e silenzioso, esprime un’esperienza pervasiva di vitalità, attività fisica, velocità e luminosità singolare.

Per sciare bene non è sufficiente solo far girare gli sci.

Occorre ri-scoprire la neve e sperimentare il sapore di ogni pendio, bosco, esposizione, consistenza, visibilità, temperatura, fatica e atmosfera. Così la tecnica si trasforma in uno splendido mezzo utile al viaggio, alla scoperta dell’inesauribile mappa della neve, sollevandoci dal tecnicismo fine a se stesso, dall’omologazione, dalla rincorsa forzata alla stazione “high tech”, dal miraggio dei  chilometri di pista e dell’ultimo ritrovato tecnologico nell’attrezzo. Una piccola grande liberazione, che ci fa apprezzare, specie di questi tempi, ogni tracciato, grande o piccolo, rinomato o nascosto e ci fa accontentare di quel che cade dal cielo, quando accade, senza ansia o tormentate attese.

Contattatemi per suggerimenti di percorso, in pista o fuori.

Nella foto: un piccolo larice solitario emerge dalla polvere avanti a noi.

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Discesa libera e ariosa dal passo di Mello

domenica, 3 aprile 2016

Puntiamo dritti alla vedretta del Disgrazia, verso il passo di Mello. Il cielo lattiginoso e la distesa bianca rendono lo spazio privo di dimensione, i piedi si trasformano in preziosi recettori sensoriali, capaci di orientare il corpo e indirizzare gli sci.

Siamo solo in due, unica presenza umana in Val Sissone, sotto alla nord del “Picco glorioso”. Conduce Andrea, ha a disposizione l’intera montagna per sperimentare la traccia in salita, adattandola alla mutevole morfologia del pendio. Percorriamo un tratto a mezzacosta scavalcando alcuni accumuli di valanga primaverile, per poi risalire il solco vallivo bordato dal salto di rocce levigate dal ghiacciaio che si fa via via più ripido sino a raggiungere il vasto circo superiore, sotto le belle pareti della Punta Baroni. Il passo di Mello è sorretto da un bastione di granito del Masino che viene a contatto con la serpentinite del Disgrazia poche centinaia di metri più a sud.

Il sole si affaccia e la discesa si riempie di luce, libera e piena d’aria. Sempre più mi convinco che la curva migliore non esiste senza un luogo e uno scenario raggiunto con le proprie forze.

 

 

 

 

Scialpinistica di primavera

giovedì, 17 marzo 2016

scialpinistica di primavera

Al via la stagione scialpinistica primaverile al Bernina

domenica, 13 marzo 2016

Con l’imperversare di proposte sciistiche esotiche di ogni tipo, dalla Norvegia al Canada, passando per il Giappone, il mio suggerimento appare d’altri tempi, ma in verità, considerando che la Guida è anzitutto il “conoscitore dei luoghi”,vado fiero e mi diverto ad indicare alcune sci-alpinistiche confezionate “su misura”, dedicate ai grandi spazi del Bernina e ai canali innevati nascosti del Gruppo. Qui mi muovo come un Tuareg nel deserto, senza mappa, bussola, altimetro e GPS e, se proprio è necessario, anche con il brutto tempo.

Sono cresciuto tra queste rupi, di cui conosco ogni anfratto e questo mi rasserena quando occorre percepire al meglio i pericoli della montagna, prendere delle decisioni e gestire i conseguenti rischi ineludibili dell’andar per monti.

Lo sci primaverile è luminoso e le nevi, ormai trasformate, diventano più docili e meno insidiose. Con gli sci ai piedi gli avvicinamenti alle pareti risultano rapidi e piacevoli e le discese ancor più divertenti. Oltre alle grandi classiche del Gruppo (Roseg, Bernina, Argent, Zupò, Bellavista e Palù) segnalo la Cresta Guzza, da salire da est, lungo il suo profilo più slanciato, noto e fotogenico. Per gli appassionati sciatori seguiremo le tracce del pioniere dello scialpinismo Marcel Kurz che in compagnia di Rudolf Staub (geologo fondatore della moderna geologia alpina) completò il primo tour scialpinistico del Bernina (1910).

Al termine di lunghe discese approderemo ad un rifugio sicuro, una storica capanna che rientra appieno nella definizione di “presidio culturale” dei luoghi alti di Valmalenco.

Periodo: a partire dal 24 marzo 2016, in concomitanza con l’apertura primaverile del Rifugio Marinelli Bombardieri 2813m al Bernina. Passate parola.