Archivi per la categoria ‘sci fuoripista’

Sentieri bianchi

martedì, 17 gennaio 2017

Il sentiero innevato nel bosco attrae i bambini sugli sci meglio di ogni pista battuta. Qui il linguaggio adulto che ci portiamo dentro non funziona, perché incapace di vedere e comprendere l’esplorazione delle piccole cose.

Per scivolare lungo il sentiero servono occhi trasparenti e sinceri, per perdersi altrove, non seguire l’orologio e lasciarsi prendere dalla felicità.

Scialpinismo e sci fuoripista: tecnica e fattore umano. Una proposta diversa.

martedì, 6 dicembre 2016

L’acquisizione di informazioni sulla neve, sul meteo, sui mille apparecchi ARTVA, su sonde, pale e airbag non è in grado di supportare completamente la nostra capacità di decidere quando ci muoviamo nella neve.

Ogni imprevisto è certamente da ricondurre ad un problema umano.

Mentre siamo fortemente attratti dall’approfondimento e dalla ricerca di solidità tecniche, razionali, troppo spesso ci scordiamo l’importanza delle altrettanto fondamentali e complementari competenze non tecniche legate al fattore umano.

In pratica l’ascolto di quel vasto mondo, cognitivo, sensoriale ed emotivo, legato alla sfera personale, che condiziona la presa delle decisioni si da troppo spesso per scontato.

I progressi nelle apparecchiature, la popolarità e il fitness hanno portato ad una curva di apprendimento sempre più veloce.

Non sempre però il miglioramento delle conoscenze si accompagna con un analogo perfezionamento dei processi decisionali.

Per chi fosse interessato propongo alcune semplici uscite di scialpinismo e fuoripista, per tentare di ‑indagare un diverso approccio, non solo basato su fattori fisici come il cristallo di neve, il manto, la morfologia, le tecniche di autosoccorso…

Questa proposta non è da intendere come una critica nei confronti della formazione consolidata, ma al contrario, intende completare ed “esplodere” le conoscenze acquisite.

Contattatemi per maggiori informazioni.

Nella foto: dopo un’abbondante nevicata notturna, la a miglior discesa dalla sud del Sasso Nero va affrontata al mattino, prima che la neve trasformi.

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Ri-scoprire la neve

giovedì, 24 novembre 2016

Sciare significa viaggiare nella neve.

Ogni discesa in un mondo bianco, specie se remoto e silenzioso, esprime un’esperienza pervasiva di vitalità, attività fisica, velocità e luminosità singolare.

Per sciare bene non è sufficiente solo far girare gli sci.

Occorre ri-scoprire la neve e sperimentare il sapore di ogni pendio, bosco, esposizione, consistenza, visibilità, temperatura, fatica e atmosfera. Così la tecnica si trasforma in uno splendido mezzo utile al viaggio, alla scoperta dell’inesauribile mappa della neve, sollevandoci dal tecnicismo fine a se stesso, dall’omologazione, dalla rincorsa forzata alla stazione “high tech”, dal miraggio dei  chilometri di pista e dell’ultimo ritrovato tecnologico nell’attrezzo. Una piccola grande liberazione, che ci fa apprezzare, specie di questi tempi, ogni tracciato, grande o piccolo, rinomato o nascosto e ci fa accontentare di quel che cade dal cielo, quando accade, senza ansia o tormentate attese.

Contattatemi per suggerimenti di percorso, in pista o fuori.

Nella foto: un piccolo larice solitario emerge dalla polvere avanti a noi.

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Ricognizione sulla neve

venerdì, 19 febbraio 2016

“Scassiamo gli sci ragazzi”! A volte val la pena sondare le condizioni prima di infilarsi nei canali nascosti del Bernina sud e tornare sui propri passi… Troppa poca neve per solcare le grandi pietraie del Sasso Nero e la poca che c’è risulta pure insidiosa per via dei tratti crostosi nei versanti assolati che poggiano su un fondo spesso inconsistente.  Attendiamo tempi migliori.

Skiing turns

venerdì, 12 febbraio 2016


Ski-ing Turns. Vivian Caulfield Published by Nisbet & Co., London, 1926

La qualità della neve

domenica, 10 gennaio 2016

La neve che tardava ad arrivare ha lasciato spazio ad uno splendido dicembre, buono per tante altre attività diverse dallo sci, ma ora ci siamo. La qualità della neve è uno dei tanti piaceri dello sci ed è bello uscire di casa il mattino e abbinare le condizioni atmosferiche del punto in cui ci si trova e indovinare le condizioni della neve lassù, dove si è deciso di andare a sciare.

Per tutto l’inverno organizzo uscite e corsi personalizzati in pista, fuoripista e di scialpinismo, nel comprensorio della Valmalenco e nel gruppo del Bernina, dove non è difficile trovare discese immacolate, dove nessuno è mai passato. Non aggrego gruppi eterogenei, al massimo pochi amici affiatati, perché per cogliere la qualità della neve occorre silenzio e leggerezza, condizioni essenziali per ascoltare la montagna d’inverno.

Sci al tramonto, foto tratta da “Sci e sciatori, le bellezze dello sci” – Couttet-Lunn-Petersen-Rivera 1930.

Sasso Nero e Lago Palù

martedì, 27 gennaio 2015

In alto la neve è’ leggera, priva d’umidità e non riusciamo a farne palle di neve, poggia su un fondo più compatto, l’ideale per scivolare fuori dai percorsi battuti. Poche decine di metri più a valle il pendio, in pieno sole, si fa più ripido e l’incidenza diretta dei raggi ha già trasformato i cristalli superficiali in una sottile crosta, non ancora fastidiosa, ma che richiede decisione e velocità per cambiare direzione e guidare gli sci. E’ ancora presto, l’aria è frizzante, ma fra un paio d’ore i pendii più ripidi riscaldati dal sole perderanno coesione e già si colgono le prime avvisaglie delle piccole slavine a forma di pera che man mano confluiranno dai pendii tra le rocce scure del Sasso Nero. Le condizioni cambiano velocemente, nel tempo e nello spazio. Ora attraversiamo un’estesa “ganda” di pietra che si alterna a distese di mughi che si infilano a meraviglia tra gli sci. Un simpatico labirinto minerale e vegetale che anticipa l’approdo verso la quiete dell’alpe Roggione, l’incredibile lago ghiacciato sottostante e l’accogliente rifugio Palù. Mic

 

Passo di Campagneda 2542m e Cornetto 2853m

venerdì, 2 gennaio 2015

Le condizioni di innevamento in quota di questi giorni suggeriscono di restare a casa con i piedi caldi davanti alla stufa o dedicarsi ad altre attività. Eolo ha sollevato, trasportato ed accumulato una gran quantità di neve, rendendola orribilmente crostosa, alternata a dossi ghiacciati sopravento e spesse e fragili zone di accumulo, assai delicate da attraversare. Ciò nonostante, queste condizioni si sono rilevate interessanti per lo “svezzamento” di Jack e Achille, giovani e abili snowboardisti, desiderosi di uscire dai percorsi battuti e sperimentare un’uscita lontani dall’affollamento della ski area. La risalita verso il Passo di Campagneda e poi in direzione Cornetto e la successiva rapida discesa puntando la piana di Campagneda, ha consentito di “sentire” tutte queste diverse condizioni di innevamento, oltre all’effetto windchill piuttosto intenso a causa di un gelido vento che soffiava da nord est…Mic

 

La matematica neve è quella polverosa

mercoledì, 30 ottobre 2013

Accade spesso di esser freneticamente attratti dall’anticipar la stagione delle cose. Anche nel mondo della montagna si legge e si assiste ad una continua rincorsa della prossima stagione, perdendo in qualche caso la possibilità di assaporare il momento in cui viviamo. Non voglio quindi associarmi ai malati di neve che vorrebbero sciare passato ferragosto e andar al mare dopo carnevale, ma con l’aria d’autunno non posso non segnalare la suggestiva descrizione della miglior coltre bianca che ci offre lo scrittore veneto Goffredo Parise, appassionato sciatore solitario fuoripista. Mic

“La neve di primavera è meravigliosa ma la vera, la grande, la sublime, la matematica neve è quella polverosa, microscopica neve a ghiaccioli di pieno inverno, in gennaio. Soffice e così silenziosa che non si ode alcun rumore, appena il respiro degli sci quando il corpo si alza e si abbassa rapidamente per curvare, e lo scricchiolío quando si sta fermi.
La bellezza di questa neve è nutrita dal silenzio e dalla luce: una luce fredda e purissima, radente o a picco, senza ombre, dove il blu del cielo si appoggia al candore delle vette e dei manti, e il sole è un disco bianco e rovente come la bocca di un altoforno nell’infinito.
Allora cominciare a sciare, avendo davanti a sé una lunga discesa immacolata dove nessuno è mai passato, soli, contro il sole, aspirando quel profumo quasi impercettibile che il sole estrae dalla neve, un po’ ozono, un po di iodio, ascoltando i suoni interni dei propri muscoli, del respiro, dello sguardo e soprattutto il suono della propria energia in espansione, allora, e solo allora e per pochi istanti, si può dire e ripetere e ricordare: “Sì, sono e sono stato veramente felice di vivere”.

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Monte Spondascia

giovedì, 7 marzo 2013

Poco conosciuta e frequentata la scialpinistica allo Spondascia è un’ottima alternativa alla ben più battuta salita allo Scalino che si trova proprio dirimpetto. Con il giovane Alessio abbiamo raggiunto il balcone panoramico sommitale con i pesanti sci extra large per goderci una piacevolissima discesa, tra canali ed enormi massi, sino al vallone finale colmo di una leggera e profonda coltre bianca. Mic