Archive for the ‘sci e freeride’ Category

Sasso Nero versante N-E “Canale dell’analista” prima discesa

Saturday, February 5th, 2011

Il versante nord est del Sasso Nero precipita quasi a picco sulla sottostante gola dello Scerscen, una profonda forra  incisa nella pietra verde della Valmalenco in migliaia d’anni dalle acque dei ghiacciai del Bernina.

Da tempo osservavo questo versante cercando di capire quale potesse essere una possibile linea di discesa tra le pareti a strapiombo. Ieri finalmente assieme al giovane Norbert ho tracciato le prime curve nel tetro canale incassato tra le rocce e scovato l’uscita verso i più aperti pendii sottostanti. Curiosa e decisamente alpinistica la parte finale, con due calate nel vuoto di 60 metri per raggiungere la piana dell’alpe Campascio. Michele Comi

Scheda tecnica:

Dislivello salita da stazione arrivo seggiovia Bocchel del Torno 150m

Quota partenza 2550m Quota arrivo Alpe Campascio 1800m

Pendenza: tratti a 40° (breve muro a 50°). Indispensabile attrezzatura alpinistica, 2 corde da 60m.

Freeride Academy

Tuesday, January 25th, 2011

Apertura in Valmalenco con una bella giornata di sole del tour itinerante Freeride Academy con l’animazione dei giovani e pimpanti Scimmiati Mic.

Freeride ski courses Valmalenco

Wednesday, December 29th, 2010

Splendide giornate di iniziazione al fuoripista con Tommaso e Gabriele, giovani ragazzi, dinamici e ben allenati! Tante belle discese sono nelle loro gambe…Bella polvere ovunque che ricopre un fondo ben assestato sino ai 2400m, attenzione agli accumuli da vento più in quota e sui crinali. Mic

Bambini e sci, come iniziare?

Monday, December 20th, 2010

Con due piccoli sciatori in casa e un’aspirante baby-sciatrice mi sento autorizzato a dispensar consigli in materia….

Non esiste un’età precisa in cui un bambino è pronto per imparare a sciare. Anche tra piccoli della stessa età, infatti, ci possono essere notevoli differenze. Per esempio, ci sono bimbi che già a 3-4 sono attivi, agili e scaltri, mentre altri di 6 possono essere ancora un po’ restii a farsi insegnare qualcosa. Perciò, prima di mettere gli a sci ai piedi di un bambino si deve valutare il suo grado di crescita. A ogni modo, se il piccolo è recettivo, a partire dai  5 anni può frequentare un corso di sci; prima di quest’età è comunque consigliabile prendere confidenza con la montagna, giocando con la neve. Non deve essere un’imposizione! Per i bambini, in particolare per quelli più piccoli, lo sci non deve essere uno sport, ma soltanto un divertimento; è fondamentale che a prevalere sia la componente ludica dell’attività, altrimenti il rischio che si corre è che i piccoli si annoino. Per loro la dimensione della montagna non si esaurisce con lo sci, e molto importante è il contatto fisico con la neve. Troppo spesso si osservano sulle piste piccoli ricoperti da tute modello “scafandro” che impediscono ogni contatto reale con la neve. Scegliete il momento giusto! Preferibilmente nelle ore centrali della giornata o attendete le più calde e luminose giornate di fine inverno. Anche se la mamma e il papà sono sciatori provetti, è bene che i bambini imparino a sciare con un maestro. Non è molto comune, infatti, che in questi casi si crei una buona sintonia tra figlio e genitore, forse perché il piccolo non “riconosce” in lui un insegnante. Un maestro preparato, invece, sa perfettamente come insegnare quasi giocando. Mic

Fuoripista Sasso Nero 2

Tuesday, December 14th, 2010

Splendida giornata esplorativa in compagnia di Andrea Lenatti (maestro di sci e freeskier di gran livello) alla ricerca delle linee sulla sud del Sasso Nero 2917m, a picco sopra il Lago Palù. Questi canali furono probabilmente già discesi negli anni ’80 dal Bianco (Giancarlo Lenatti), grande interprete dello sci estremo con all’attivo la prima ed unica discesa della Nord del Disgrazia. Il risultato è stata una discesa inusuale e selvaggia su neve durissima e a tratti ghiacciata con alcuni tratti a 40° e passaggi obbligati ed esposti tra le rocce. Mic


Fuoripista Sasso Nero

Sunday, December 12th, 2010

Forti del detto “non esistono nevi cattive ma solo cattivi sciatori” ci siamo spinti fuoripista nonostante le dubbie condizioni della neve. Con la pioggia caduta sino in quota dei giorni scorsi e il rialzo delle temperature, svanita la magnifica polvere, era facile prevedere una crosta immonda. Piacevolmente abbiamo però constatato che la crosta di fusione e rigelo è talmente spessa da sostenere quasi ovunque il peso dello sciatore e ci ha regalato piacevoli discese in stile primaverile, su una neve come dura come cemento, in un angolo assolato e solitario. Pietro, forgiato dalle brevi ma toste “nere” dell’Appennino, si è subito adattato alle discese alpine inanellando una serpentina dietro l’altra…Mic


Fuoripista Bormio

Tuesday, November 30th, 2010

Apertura della stagione sciistica sulle nevi di Bormio, in compagnia di Norbert. Condizioni ottime con 30 cm di polvere nuova che sovrastano un manto già abbondante in quota. Attenzione però agli accumuli e lastroni in rapida formazione sotto l’azione del vento, legati in modo precario con gli strati sottostanti.

Ski dalla preistoria alla conquista delle Alpi

Monday, November 22nd, 2010

E’ il titolo dello splendido libro di Pierpaolo Mistri dedicato alla storia dello sci.

Dalla preistoria all’introduzione dello sci sulle Alpi il libro ripropone una moltitudine inedita di informazioni storiche sullo sci. Leggendolo si rimane colpiti dall’esaltazione del senso delle cose belle, mai banali e dalle geniali intuizioni dei pionieri: da Nansen a Zdarsky, da Arnold Lunn ad Adolfo Kind. Di prim’ordine la ricerca iconografica, con immagini uniche e stupende.

Curiosa la citazione che riguarda le montagne di casa interessate da una delle primissime esplorazioni alpine italiane calzando gli ski. Mic

E’ dunque nei primi anni del ‘900 che lo sci si diffonde in Italia….A Natale del 1901 due soci della sezione di Milano intraprendono una spedizione di una settimana sul Bernina raggiungendo la capanna Marinelli e il Passo Sella. Lo spirito e le condizioni dei due sciatori alpinisti sono quello dei pionieri: “ Il 24 dicembre i sottoscritti partirono da Milano colla ferrovia per Sondrio, e da là a Chiesa Valmalenco, ove giunsero alle due del mattino. Ripartiti alle 6 di mattina calzarono gli sci un po’ al di là di Lanzada. Tempo nebbioso e nevischio fino all’Alpe Campolungo: arrivo ivi alle 16”. Quinid 8 ore di viaggio, seguite da 4 di sonno e da 10 di marcia! “ Il giorno 29 partenza per Maloja donde partenza con gli ski lungo la strada fino a Chiavenna. Arrivo alle 4 del mattino. Stupendo viaggio rischiarato dalla luna”.

Immagini tratte da: SKI dalla preistoria alla conquista delle AlpiNuovi Sentieri Editore 2009.

Annusare la neve

Wednesday, November 17th, 2010

Dopo anni di bulimico consumo di migliaia e migliaia di metri di dislivello tutti uguali, lungo piste perfettamente battute, si avverte sempre più forte tra gli appassionati il desiderio di uno sci più libero e creativo.

Si comincia timidamente con qualche piccola fuga vicino ai tracciati segnalati, alla ricerca di nuove o meglio dimenticate sensazioni. Perché il fuoripista non è un’invenzione d’oggi, ma l’origine stessa dello sci da discesa, importato oltre un secolo fa dai paesi scandinavi sulle Alpi e adattato alla grande energia del rilievo delle nostre montagne.

Nei decenni lo sci è uscito dalla pratica d’elite riservata a pochi eletti, per diventare sport di massa. Impianti di risalita sempre più comodi e funzionali e piste ampie e levigate, affrontate con attrezzatura moderna, consentono oggi in tempi brevissimi al neofita di divorare i tracciati, perdendo, a volte , il contatto con la neve e riconducendo l’attività di discesa ad un mero scivolamento su un piano inclinato.

Uscire dai tracciati significa conservare il fascino originario di un mezzo di movimento privilegiato, per percorrere felicemente, in velocità e poco sforzo la montagna d’inverno. Fuoripista si riscopre quanto le montagne sono vere e belle e che è inebriante tuffarsi in lunghe discese su neve polverosa.

Siglare con le proprie tracce un pendio intonso è uno dei grandi piaceri del fuoripista: basta in questo caso anche una sola discesa per trovare appagamento e soddisfazione. Con l’aiuto dei nuovi sci extra-large non serve più un’iniziazione decennale per poter tirare un cristiania, ma da un’onesta curva a sci paralleli il passo è breve per portarsi nella neve profonda.

Non dimentichiamo però che uscire fuori significa attivare una necessaria e indispensabile azione di auto protezione! Nessuno potrà più dirci dove andare e cosa fare, per cui occorre essere consapevoli di quel che si sta facendo. Muoviamoci in silenzio, cercando di essere rispettosi di aree non frequentate, sovente rifugio di fauna selvatica e per questo molto sensibili.

Conoscere la neve e le sue trasformazioni, il terreno, i versanti e le pratiche di autosoccorso sono requisiti fondamentale per una corretta gestione del rischio. Non rincorriamo solo e unicamente l’ultimo ritrovato tecnico e tecnologico prodotto dalla fabbrica della sicurezza.

Impariamo ad annusare la neve, accontentiamoci se in qualche occasione dubbia è meglio restarsene al caldo di un rifugio mentre fuori nevica, riappropriamoci delle sensazioni utili a gestire ogni azione in un ambiente naturale soggetto a continui mutamenti e mai catalogabile come un impianto sportivo. Solo allora potremo affrontare le migliori discese. Mic

Leo Gasperl in curve successive a cristiania – Tratto da “Introduzione al Discesismo” Casa editrice mediterranea Roma 1950, Edizione anastatica Electaarchitettura 2009.

Neve e introduzione al discesismo

Monday, February 1st, 2010

Ecco un paio di libri che non possono mancare nella biblioteca di un buon discesista.

Iniziamo dal piccolo ma interessante “Turista della neve” di Charlie English, una vera e propria mappa della neve a cavallo delle longitudini, dei popoli, delle lingue, delle consuetudini degli spazi fisici e mentali.

Per palati raffinati, ma indispensabile per chi ama siglare la neve con le proprie tracce, “Introduzione al discesismo” di Carlo Mollino. Si tratta del primo testo organico prodotto in in Italia della tecnica di discesa; risale al 1950 ma contiene spunti di grande attualità! Corredato di disegni esemplari e straordinarie immagini con Zeno Colò, Leo Gasperl…

Mic