Archivi per la categoria ‘racconti – articoli – commenti’

Bivacco

mercoledì, 16 agosto 2017

Non serve allontanarsi troppo da casa per vedere luoghi diversi. A volte basta scegliere cammini inconsueti per fare in modo che spazi noti si mostrino sotto una nuova luce. Osservare la valle dal culmine di uno sperone roccioso, con centinaia di luci là in basso provenienti delle abitazioni aperte solo per pochi giorni d’agosto, attiva curiosità e stabilisce un contatto speciale con quel che ci sta attorno.

 

Sculture naturali

mercoledì, 9 agosto 2017

Non è l’opera di un marmista, né di uno scultore, ma l’incredibile risultato dell’incessante lavorio del moto vorticoso dell’acqua nel corso dei secoli, con sabbia e ghiaia e ciottoli in sospensione, che ha agito come un tornio gigantesco.

Partendo da un piccolo invito o un punto debole della roccia il processo ha progressivamente innescato un’erosione circolare che ha moltiplicato esponenzialmente l’azione erosiva della massa liquida. Esplorare queste forme è una piccola ricerca di benessere, di immaginazione, che non necessita di nulla e ci ricorda che non c’è roccia che non abbia qualcosa da raccontare.

Rinuncia

venerdì, 4 agosto 2017

Non sempre si arriva in cima. A volte capita di tornare sui propri passi, nel pieno della notte, alla luce della frontale. Quando non ci si sente in forma e le gambe non girano a dovere, trovare una via di fuga prima del punto di non ritorno aiuta a ripensare ad un diverso approccio alla salita e alle difficoltà.

 

Larici e fulmini

lunedì, 31 luglio 2017

I tronchi contorti di due vecchi larici colorati dai licheni e bruciati dai fulmini aiutano a ricordare quanto siamo sbrigativi nell’osservare le cose e troppo spesso incapaci di  cogliere i mille particolari che consentono di trovare una reale intimità con i luoghi attraversati.

Equilibrio

lunedì, 24 luglio 2017

L’equilibrio fisico e mentale indispensabile per salire verso l’alto e per proteggersi è sottile, a volte dinamico, impercettibile. Lo si coltiva negli anni, poco alla volta, ma non è mai permanente e va richiamato ad ogni passo.

Lo si ritrova e si perde rapidamente, a seconda di mille fattori concomitanti, spesso imprevedibili, ambientali, personali ed emotivi.

Quello preteso ad ogni costo non esiste, né esistono maestri infallibili o dispensatori automatici, al massimo possiamo agevolarne la ricerca e facilitare la percezione.

Quale montagna rieduca alla felicità

lunedì, 24 luglio 2017

Attrezzature o sensi?

giovedì, 20 luglio 2017

Perché gran parte dei suggerimenti in circolazione, consigli e buone prassi da adottare in montagna partono da un elenco d’equipaggiamento e attrezzature da vestire e mettere nello zaino?

Perché non iniziare dal “sentire” e “sentirsi”, e invitare a percepire, oltre alle regole, lontani dalle tecniche, iniziando semplicemente a muoverci in consonanza con quel che ci sta intorno?

Perché non rovesciare l’ordine di priorità, lasciando in coda lo sterminato e mai completo elenco di accessori tecnici? Riabilitare attenzioni all’emotività e ai sensi, sempre di più relegati nel sottoscala delle conoscenze, non  potrebbe contribuire ad esplodere l’efficacia dell’apprendimento, andando oltre i consolidati processi razionali e cognitivi?

Meglio muoversi in infradito consapevoli o in scarponi disconnessi?

 

 

 

 

 

 

Cascate

martedì, 18 luglio 2017

La calura del fondovalle scompare percorrendo il sentiero nel bosco che porta al torrente. Bastano pochi minuti di cammino per ritrovarsi alla base di spumeggianti cascate, separate da piscine e grandi monoliti verdi modellati dall’acqua.

Piccole spiagge ombrose ospitano sculture e giochi d’equilibrio fatti con i ciottoli di diversa origine trasportati dalle piene. Un piccolo grande spazio che s’offre senza chiedere nulla in cambio, senza pagare il biglietto d’ingresso.

Cascate in località Le Prese in Valmalenco

Banchisa polare

mercoledì, 12 luglio 2017

Nessun riferimento al suolo, nessuna altura, solo una distesa a perdita d’occhio di ghiaccio, spessa un paio di metri, che galleggia sopra l’Oceano Artico.  Per distinguere le sottili sfumature nella topografia del ghiaccio marino dovrei rinascere esquimese. Questo è il Polo Nord, ad indicarlo, il display del GPS che segna 90° Latitudine Nord.

Tra i tanti ricordi, il miglior senso reale della Calotta artica è rappresentato dalla muta di cani siberiani che ci accompagna nel viaggio, unica componente del gruppo che mostra un’autentica consonanza e intimità con il pack e i venti polari.

Nelle immagini: spedizione Polo Nord aprile 2001

Programma estate 2017

venerdì, 30 giugno 2017