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Ghiaccio e Post-Millennials

giovedì, 7 dicembre 2017

Introdurre all’arrampicata su ghiaccio i Post-Millennials significa portare in parete occhi propensi a stupirsi ad ogni passo. Occorre impegnarsi per trovare buone risposte, che inevitabilmente producono nuove domande, utili ad affrontare l’insolito sentiero ghiacciato verticale, così affascinante e ricco d’ignoto.

Ghiaccio ed incertezze

mercoledì, 1 febbraio 2017

Ammettere il senso di incertezza racchiuso nell’arrampicata su ghiaccio mantiene la testa libera da soluzioni precostituite e aiuta a ricercare il maggior numero di informazioni per avere più possibilità di scelta nell’individuare la linea, dosare i colpi ed affidarsi agli attrezzi con delicata sensibilità.

Nelle foto: cascata centrale di San Giuseppe e vecchie baite vestite di pietra dell’alpe Zocca in Valmalenco

Escursione di ghiaccio all’alpe Lagazzuolo in Valmalenco

lunedì, 23 gennaio 2017

Sotto il ghiaccio vitreo e trasparente si osserva l’acqua che corre e si ascolta il suono del flusso incessante che nel corso del tempo ha modellato e levigato le pareti di metagabbri pieghettati della Valle Orsera che costituiscono il greto dell’emissario del laghetto di Lagazzuolo.

Il silenzio è ghiacciato. Superiamo alcuni salti, aggiriamo piccole pozze, tra tronchi secchi contorti, rocce e mughi imprigionati dal gelo. Più in alto usciamo  nel bosco d’abeti e di larici, sino a raggiungere il bivacco degli Alpini all’alpe Lagazzuolo, in un gioco di luci e di ombre, guardando la linea pura delle vette assolate che ci sta davanti, tra la Sassa di Fora e il Tremoggia.

Cascata di Tornadri e degli Zombie in Valmalenco

giovedì, 19 gennaio 2017

Le cascate solcano una fascia chiara di marmi e micascisti a calcite. In poche lunghezze di corda ritroviamo diverse forme di ghiaccio: frange, “cavolfiori”, “meduse” e un lungo “tubo di flusso”, per pochi istanti illuminato dall’ultimo sole.

Scalare sul ghiaccio non porta a niente, ma fa percepire il lavoro dei muscoli, il freddo, il sudore, fa esplorare luoghi speciali e inaccessibili e soprattutto ci fa sentire bene, dove la fatica non è imposizione, ma testimonianza di una bella giornata, ricca di scoperta e stupore.

Note:

1 – nonostante l’inclinazione modesta (per le tecniche e gli attrezzi moderni) la cascata degli Zombie è particolarmente delicata, per via del tubo di flusso sottile e della portata elevata. Piccoli rialzi di temperatura e una maggiore insolazione possono in breve tempo comprometterne la stabilità. 2 – su ghiaccio è sempre meglio evitare di salire in presenza di altre cordate in parete.

 

Le cascate isolate e solitarie dell’alpe Vazzeda

domenica, 7 febbraio 2016

La prima luce del giorno illumina i marmi chiari della Cima di Vazzeda mentre percorriamo il “Ciàn de la Lòp”, la piana alluvionale malamente italianizzata in “Pian del Lupo”, quando il toponimo originale deriva dai depositi di scorie (loppa) di antiche attività metallurgiche locali.

La Valmalenco è un autentico concentrato di geodiversità e non occorre essere specialisti per cogliere l’estrema varietà dei caratteri geologici e geomorfologici presenti, basta calpestare e percorrerne creste e pareti. Superata l’alpe Vazzeda inferiore puntiamo dritti verso le belle colate di ghiaccio che solcano la scura fascia rocciosa costituita da anfiboliti. Grossi massi di granodiorite chiara, provenienti dalla soprastante Cima di Valbona, spuntano dai cumuli di neve ventata che riempe il canale di accesso.

Superiamo la cascata che si insinua nella gola centrale, sino a raggiungere il ripiano sommitale illuminato dal sole, un perfetto balcone panoramico che spazia dal Monte del Forno al Disgrazia.

 

 

Cascata Pirolina

sabato, 6 febbraio 2016

Il vento caldo di caduta spazza le creste della Sassa di Fora e rende le temperature insolitamente miti. Il ghiaccio è abbondante e il rialzo termico per ora non può che ammorbidirlo, senza indebolirne la struttura.
Sotto di noi, nella radura tra gli abeti, si trova l’alpe Senevedo, con le sue piccole baite ormai abbandonate, con variopinti muri di pietra a secco, che rappresentano il miglior album petrografico della zona.
Se fosse in capo al mondo, questo angolo ombroso della valle di Chiareggio, sarebbe meta privilegiata per turisti amanti della wilderness, qui invece ci troviamo solo ad un paio d’ore d’auto da Milano…

Cascata centrale di San Giuseppe in Valmalenco

domenica, 31 gennaio 2016

Salire una cascata gelata significa muoversi in un ambiente fatto di assoluta differenza rispetto agli spazi ordinari e conosciuti. Attiva muscoli e cervello, ma soprattutto può rivelarsi un ottimo tonico per riordinare ambizioni e riscoprire interessi. Il ghiaccio è mutevole, non ha certezze e richiede un adattamento continuo.

La centrale di San Giuseppe è ben formata, il ghiaccio ha un colore azzurro tenue, segno che il rialzo termico non ha ancora minato la struttura, consente alle piccozze di avere una buona presa e di entrare al primo colpo, senza fatica.

Cascate solari dell’Orsera

sabato, 23 gennaio 2016

E’ facile raccontare cosa si fa in montagna, includendo la descrizione delle difficoltà superate, dei dislivelli e delle tecniche, mentre siamo assai meno bravi a dire quel che i luoghi fanno a noi.

Per migliorare la percezione degli effetti benefici che l’esplorazione verticale può dare, potrebbe essere interessante, ogni volta che ci si muove entro un paesaggio singolare chiedersi: che cosa posso sapere quando mi trovo in questi luoghi che non posso sapere da nessuna altra parte?

L’Orsera è un piccolo maggengo sospeso sopra la conca di Franscia. Per raggiungerlo si percorre una storica mulattiera selciata, oppure si risale direttamente il ruscello gelato tra le rocce, ottima introduzione all’arrampicata su ghiaccio.

A monte delle vecchie case di pietra e dei  prati c’è una seconda colata, più ripida e articolata, tempestata di frange e stalattiti di ghiaccio che pendono ai fianchi, dalle pareti di serpentino a strapiombo.

Note: le cascate al sole sono le più belle, ma richiedono attenzione e cautela nella valutazione delle condizioni, in particolare riguardo alla stabilità delle candele sospese.

Il suono dell’acqua che si fa ghiaccio

giovedì, 21 gennaio 2016

L’acqua sgorga da una piccola fenditura nella roccia, posta sotto le radici di un grande larice contorto, aggrappato al bordo della parete. Il gelo immobilizza il flusso d’acqua, trasformandolo in una cascata di ghiaccio, in rapido accrescimento in questi giorni di freddo pungente. Questo è il suono dell’acqua che si fa ghiaccio! Alzate il volume.

 

 

Ricordi di salmerino alpino e cascata cinese

lunedì, 9 febbraio 2015

La “cinese” è un salto di ghiaccio giallastro fatto d’acqua di torba solidificata dal gelo, ottimo luogo d’iniziazione per l’arrampicata su ghiaccio. Il breve percorso di accesso guada il torrente Largone, ricco di ampie pozze circolari, rifugio e ricovero di pregiati salmonidi. E qui il pensiero di Gianni, alla sua prima esperienza sul ghiaccio, è presto fuggito al ricordo di un salmerino dall’incredibile livrea e ventre color rosso sangue, pescato anni addietro nelle chiare acque malenche, il più bel pesce del mondo!