Archivi per la categoria ‘formazione esperienziale in ambiente’

Quantità o relazione?

domenica, 8 aprile 2018

Lo svago e il piacere di muoversi negli ambienti naturali è fatto dalla quantità di spazi aperti o dalla nostra relazione con questi? Cerchiamo contatto con le montagne perché ci procurano piacere, che deriva del cercare, non solo nel trovare.

Disponiamo di processi percettivi raffinati, di grandi possibilità di movimento, eppure fatichiamo a partecipare pienamente alla ricchezza che ci circonda. Anche l’arrampicata, l’alpinismo e pure la “formazione outdoor”, spesso si ritrovano collocati dentro schemi ripetuti, dove si rincorre la natura per utilizzarla come uno sfondo gradevole o adrenalinico, a seconda dei casi.

Togliere questi schemi può essere un toccasana, una piccola rivoluzione, dove l’incontro inatteso con una salamandra può diventare espressione di “natura selvaggia” quanto una parete inaccessibile e remota.

Così, con nuovi occhi, forse si potranno svelare mille obiettivi, sempre nuovi, indeterminati, nascosti e segreti.

 

In montagna d’inverno

lunedì, 20 novembre 2017

Sperimentare l’autenticità

sabato, 7 ottobre 2017

Sperimentare qualcosa di autentico significa far nascere le montagne nella nostra mente attraverso il potere dell’osservazione e i doni dei sensi, dall’esperienza diretta dei corpi, prima ancora d’aver letto, assemblato appunti, registrato video e “selfie”.

Pietre in equilibrio sotto al Croz dell’Altissimo

martedì, 26 settembre 2017

Una piccola volpe ci osserva. Sta seduta, mimetizzata tra le rocce e le radici di un grande faggio mentre ci disperdiamo nel greto pietroso del rio Massò, nella parte mediana della valle delle Seghe, sotto al Croz dell’Altissimo. Qui proviamo a percepire l’ossatura geologica di queste montagne realizzando piccole sculture e composizioni fatte con pietre poste in equilibrio una sull’altra. Pietre calcaree che hanno una lunghissima storia da raccontare.

Un esercizio di pazienza ed umiltà che estranea per un po’ dalla percezione del tempo e obbliga ad “accogliere” tra le mani pietre con forme sempre diverse. Così ci si immerge nell’ascolto dei suoni, del silenzio, per predisporsi a rinsaldare i rapporti con parti dell’ambiente che comunemente non sono considerate vive, quali l’aria, l’acqua e le rocce….

Equilibrio

lunedì, 24 luglio 2017

L’equilibrio fisico e mentale indispensabile per salire verso l’alto e per proteggersi è sottile, a volte dinamico, impercettibile. Lo si coltiva negli anni, poco alla volta, ma non è mai permanente e va richiamato ad ogni passo.

Lo si ritrova e si perde rapidamente, a seconda di mille fattori concomitanti, spesso imprevedibili, ambientali, personali ed emotivi.

Quello preteso ad ogni costo non esiste, né esistono maestri infallibili o dispensatori automatici, al massimo possiamo agevolarne la ricerca e facilitare la percezione.

Quale montagna rieduca alla felicità

lunedì, 24 luglio 2017

Formazione esperienziale in Val di Mello

venerdì, 14 luglio 2017

Siamo davanti a un grande masso, uno tra i tanti disseminati tra i prati. Potremmo raccontare che è una roccia ignea intrusiva, ha 30 milioni di anni, descrivere le modalità di formazione e messa in posto, ricordare che è costituito da alcuni minerali fondamentali, come quarzo, feldspati, plagioclasi e miche e ha una densità media di 2700Kg/m3.

Decidiamo semplicemente di percepire la rugosità dei cristalli passando le mani sopra la superficie, sentendo sotto le dita i grossi cristalli bianchi sporgenti. Poi allarghiamo lo sguardo, cogliendo sempre di più: forme, fratture, appigli e scabrosità.

Pochi passi di prova e nel giro di pochi minuti siamo in cima.

Formazione in ambiente: togliere il superfluo, iniziare a percepire.

giovedì, 25 maggio 2017

Il vento soffia da nord, grandi nubi si rincorrono sopra i pascoli dell’Alpe Ventina appena liberi dalla neve.

Il gruppo si muove in uno spazio di grande bellezza che esercita un irriducibile richiamo.

Quasi senza accorgersene, nell’esperienza condotta ai limiti del ghiacciaio, si attraversa l’azione del fare ricerca, che attiva un apprendimento trasversale e permanente.

La mappa del racconto invita a cercare, distinguere, scoprire qualcosa precedentemente celato.

In mezzo si avvia uno sforzo personale e diverso per ciascuno, ma che accende il desiderio di procedere, favorendo il contatto diretto con gli elementi della natura.

Sperimentare

domenica, 21 maggio 2017

Portare la “montagna” all’interno dell’Experiential Training BarCamp, la prima non-conferenza in Italia sulla formazione esperienziale, mi appariva come un azzardo, paragonabile almeno al percorrere una cresta sottile ed esposta. Mi accompagnava il pensiero che la proposta potesse tradursi o essere interpretata come una modesta composizione ginnica condotta sull’erba di un prato.

Con piacere ho invece sperimentato la possibilità di attivare un incontro fuori dai ruoli ed emotivamente coinvolgente. Grazie a tutti coloro che si sono legati “in cordata” ed hanno consentito che ciò accadesse!

E grazie ai racconti di Reinhard Karl, Luciano de Crescenzo, Guido Rossa, Bernard Amy, che ci hanno indicato la via, permettendo a tutti, indistintamente, di trovare la propria montagna. Interpretandoli ed ascoltandoli assieme si è scatenato un immaginario magico che ci ha condotti in un “altrove”, dove poterci slegare dal ruolo di semplici spettatori per trasformarsi in veri e propri soggetti attivi della narrazione.

Nell’immagine: la montagna rivoluzionaria e fantastica di Moebius

 

Esplorazioni nella neve all’alpe Palù

sabato, 25 marzo 2017

Una distesa innevata a 2000m, tra larici e abeti, è sufficiente a mettere in movimento i sensi e a farsi “impregnare” dai luoghi. Cerchiamo punti nascosti, corriamo nella neve profonda e riprendiamo fiato per raggiungere un obiettivo comune: la preparazione del pranzo.

Cucinare all’aperto sul fuoco ha un sapore memorabile, dove il piacere del cibo è legato alla bellezza dei luoghi in cui ci si ferma. Così la fatica si attenua e si da libero sfogo all’appetito.