Archivi per la categoria ‘formazione esperienziale in ambiente’

Equilibrio

lunedì, 24 luglio 2017

L’equilibrio fisico e mentale indispensabile per salire verso l’alto e per proteggersi è sottile, a volte dinamico, impercettibile. Lo si coltiva negli anni, poco alla volta, ma non è mai permanente e va richiamato ad ogni passo.

Lo si ritrova e si perde rapidamente, a seconda di mille fattori concomitanti, spesso imprevedibili, ambientali, personali ed emotivi.

Quello preteso ad ogni costo non esiste, né esistono maestri infallibili o dispensatori automatici, al massimo possiamo agevolarne la ricerca e facilitare la percezione.

Quale montagna rieduca alla felicità

lunedì, 24 luglio 2017

Formazione esperienziale in Val di Mello

venerdì, 14 luglio 2017

Siamo davanti a un grande masso, uno tra i tanti disseminati tra i prati. Potremmo raccontare che è una roccia ignea intrusiva, ha 30 milioni di anni, descrivere le modalità di formazione e messa in posto, ricordare che è costituito da alcuni minerali fondamentali, come quarzo, feldspati, plagioclasi e miche e ha una densità media di 2700Kg/m3.

Decidiamo semplicemente di percepire la rugosità dei cristalli passando le mani sopra la superficie, sentendo sotto le dita i grossi cristalli bianchi sporgenti. Poi allarghiamo lo sguardo, cogliendo sempre di più: forme, fratture, appigli e scabrosità.

Pochi passi di prova e nel giro di pochi minuti siamo in cima.

Formazione in ambiente: togliere il superfluo, iniziare a percepire.

giovedì, 25 maggio 2017

Il vento soffia da nord, grandi nubi si rincorrono sopra i pascoli dell’Alpe Ventina appena liberi dalla neve.

Il gruppo si muove in uno spazio di grande bellezza che esercita un irriducibile richiamo.

Quasi senza accorgersene, nell’esperienza condotta ai limiti del ghiacciaio, si attraversa l’azione del fare ricerca, che attiva un apprendimento trasversale e permanente.

La mappa del racconto invita a cercare, distinguere, scoprire qualcosa precedentemente celato.

In mezzo si avvia uno sforzo personale e diverso per ciascuno, ma che accende il desiderio di procedere, favorendo il contatto diretto con gli elementi della natura.

Sperimentare

domenica, 21 maggio 2017

Portare la “montagna” all’interno dell’Experiential Training BarCamp, la prima non-conferenza in Italia sulla formazione esperienziale, mi appariva come un azzardo, paragonabile almeno al percorrere una cresta sottile ed esposta. Mi accompagnava il pensiero che la proposta potesse tradursi o essere interpretata come una modesta composizione ginnica condotta sull’erba di un prato.

Con piacere ho invece sperimentato la possibilità di attivare un incontro fuori dai ruoli ed emotivamente coinvolgente. Grazie a tutti coloro che si sono legati “in cordata” ed hanno consentito che ciò accadesse!

E grazie ai racconti di Reinhard Karl, Luciano de Crescenzo, Guido Rossa, Bernard Amy, che ci hanno indicato la via, permettendo a tutti, indistintamente, di trovare la propria montagna. Interpretandoli ed ascoltandoli assieme si è scatenato un immaginario magico che ci ha condotti in un “altrove”, dove poterci slegare dal ruolo di semplici spettatori per trasformarsi in veri e propri soggetti attivi della narrazione.

Nell’immagine: la montagna rivoluzionaria e fantastica di Moebius

 

Esplorazioni nella neve all’alpe Palù

sabato, 25 marzo 2017

Una distesa innevata a 2000m, tra larici e abeti, è sufficiente a mettere in movimento i sensi e a farsi “impregnare” dai luoghi. Cerchiamo punti nascosti, corriamo nella neve profonda e riprendiamo fiato per raggiungere un obiettivo comune: la preparazione del pranzo.

Cucinare all’aperto sul fuoco ha un sapore memorabile, dove il piacere del cibo è legato alla bellezza dei luoghi in cui ci si ferma. Così la fatica si attenua e si da libero sfogo all’appetito.

 

Alleniamo l’esperienza

mercoledì, 22 marzo 2017

alleniamo l'esperienzaPer ri-scoprire la propria Montagna

Per prepararsi ad essere impreparati

Dopo tanti anni di attività professionale condotta sul campo, in montagna, per creste e pareti, entro frane o aree instabili, ma anche per semplici percorsi escursionistici, quando devo decidere quale direzione prendere o quale comportamento adottare, attingo informazioni da un insieme di conoscenze e, soprattutto, da una messe di dati sensoriali ed emotivi, frutto di un vissuto a contatto con la Natura, in particolare quelle ricollegabili al tempo in cui, bambino, saltabeccavo tra pascoli, rocce e torrenti al limite dei ghiacciai a 2500 m, nei pressi del rifugio gestito dalla mia famiglia.

Ad esse si aggiungono i ricordi delle primissime esperienze alpinistiche di gioventù, a volte incaute o avventate, ma che hanno contribuito a sviluppare un senso di sempre Vigile Attenzione, una capacità istantanea d’agire d’istinto, ancor prima che con la razionalità. Poi, in seconda battuta, dal “brodo di coltura” della lunga trafila formativa dei corsi guida arrivano le informazioni tecniche, per approdare all’affidamento nel giusto attrezzo, al materiale, alla tecnologia.

Anno dopo anno s’accresce la capacità di distinguere la “tecnica” dal “fattore umano”, producendo un senso di “liberazione” che apre le porte a consapevolezze inattese e migliora la Qualità del mio andar per monti.

Così ora ho deciso di “sottrarre” e di eliminare metodi affrettati e mete inadeguate, un tempo scelti solo per rimpolpare l’autostima, ma privi sensibilità, di risonanza sensoriale e percettiva, di comprensione, di reale consonanza con la Montagna ideale.

Cosa significa allenare l’esperienza?

L’esperienza non è trasmissibile.

Ognuno di noi si muove in un universo sensoriale che è legato a ciò che la sua storia personale ha prodotto a partire dall’educazione che ha ricevuto.

Considerando che la relazione con l’ambiente è il mezzo più potente per migliorare le nostre capacità d’osservazione, di ascolto e di presa delle decisioni, ho pensato a un percorso di avvicinamento, un suggerimento per consentire l’attivazione – sorvegliata – di esperienze autentiche e personali, alla ri-scoperta del proprio modo di andare in montagna.

Il rischio in montagna è ineludibile e l’assunzione di responsabilità come mezzo di autoprotezione, è l’unico efficace antidoto.

Prepararsi ad essere impreparati potrebbe essere il motto di questo percorso d’allenamento, dove la natura va sentita, “provata”, per riacquistare il Senso, rifuggendo alla trappola dell’uomo tecnologico, che allontanandosi dalla Natura perde Sensibilità, cadendo nella trappola dell’ignoranza assistita, i cui effetti dannosi incrementano di uscita in uscita.

Si tratta di privilegiare e percepire pienamente ogni passo verso l’alto e tutto quello che ci sta attorno, concentrandoci, sul Qui ed Ora, per toglierci un po’ di dubbi, senza l’assillo di tensioni continue verso la vetta o il “risultato”.

Mireremo a obiettivi provvisori, non del tutto programmabili, semplicemente perché non catalogabili in categorie rozze, obiettivi che si evidenzieranno nello svolgersi dell’esperienza, adatti a tutti e soggetti a una revisione continua, dove non esiste l’insuccesso, ma solo una soluzione inefficace.

Così forse potremo percepire le mille sfumature e variabili di questi ambienti, che troppe volte ci sfuggono se ci troviamo ossessivamente protesi, con il capo chino e il fiato corto, verso la vetta.

 

Come si attiva il programma d’allenamento dell’esperienza?

Con una prima giornata conoscitiva, introduttiva al “percorso d’allenamento”, in un sito particolare, unico e irripetibile, tra Valtellina ed Engadina.

Servirà per conoscersi, valutare il proprio “passo”, sentire e sentirsi per definire le tappe successive.

Ognuno, al proprio livello, potrà arrampicare, sciare o semplicemente camminare.

In seguito potremo salire progressivamente, per fissare l’esperienza autentica, non per la preminenza della guida, che sempre di più si tramuterà in un invisibile custode e semplice facilitatore della vostra sperimentazione, conoscenza e saggezza in parete.

Forse così potremo concentrarci unicamente sul nostro cammino, trovando un bilanciamento alla fretta, al rumore e magari a qualche dubbio e difficoltà del quotidiano.

 

Periodo: tutto l’anno.

 

Destinatari:

-tutti i frequentatori della montagna, con o senza esperienza;

-organizzazioni o aziende che ritengono attuale e strategica l’idea di essere preparati all’imprevisto.

Incursione dolomitica

lunedì, 6 marzo 2017

Fa un certo effetto trovarsi sotto al Pelmo.

Le sue strutture gotiche racchiudono un centinaio di milioni di anni di storia geologica e su queste crode nacque l’alpinismo nelle Dolomiti.

Una piacevole conferma dell’efficacia dell’identità e integrità della montagna nelle attività di formazione esperienziale.

Attiviamo nuove percezioni attorno al lago Palù

domenica, 19 febbraio 2017

Ampi spazi silenziosi, la superficie gelata del lago, nevi diverse a seconda dell’esposizione, le radure tra i larici e l’intrico di mughi trasformano la nostra giornata in una continua scoperta.

Esplorazione e sperimentazione si susseguono, per cercare la via, per scovare risorse inaspettate e modalità positive all’interno del gruppo.

Sentire prima di sapere, sotto la pioggia

venerdì, 17 giugno 2016

Sole e pioggia si susseguono nel giro di poche ore, l’erba nei prati sembra crescere a vista d’occhio. Potenti scrosci si alternano a brevi schiarite e nel volgere di pochi istanti il cielo cupo si trasforma e la luce assume incredibili tonalità, riflettendosi sulle rocce bagnate. Il sottobosco zuppo d’acqua esalta gli odori di legno, muschio, corteccia e granito. Distese di felci verde brillante contrastano con piccole e gustose fragole rosse appena mature. Riusciamo ad arrampicare e scendere in corda doppia nel vuoto dal “grande grigio”, ma soprattutto a sentire, ancor prima di sapere.