Archivi per la categoria ‘arrampicata’

Svelare i codici segreti (appigli) che la parete nasconde in sé.

mercoledì, 17 ottobre 2018

Ogni arrampicata ha linee diverse. Un buon punto di partenza è cercare di capire, poi si pensa a progredire verso l’alto.

“Cattoalcolisti” al Monte Piezza è una delle migliori scalate in placca del Masino. Qui ci si muove sul solidissimo “serizzo”, che va ben interpretato per svelare i codici segreti (appigli) che la parete nasconde in sé.

“Preda bóna del Giuèl”

mercoledì, 17 ottobre 2018

La “preda bóna del Giuèl” (pietra buona per ricavarvi piode) non è solo una pietra buona per essere tagliata a fette. Poche decine di metri ci separano da enormi fronti di cava che si aprono sopra la valle.

Scalare su queste curiose forme, modellate dagli antichi ghiacciai, fa conoscere il lavoro “giovellài” (generazioni di minatori che per secoli hanno estratto le piode da questi luoghi) più di quanto si possa immaginare. Così si inseguono, arrampicando, le porzioni di roccia affiorante comprese tra i “tai maèstri” (fessurazioni principali), per poi afferrare i “tai segundàri” con andamento liscio “tai lis” o ricurvo “tai rudùunt”.

 

Non si tratta solo di salire verso l’alto

sabato, 15 settembre 2018

Arrampicare in questi luoghi e su questa roccia nata nelle profondità dal mantello terrestre regala felicità. Non si tratta solo di salire verso l’alto, sfidando la gravità, ma di scoprire ambienti e situazioni che altrimenti non si potrebbero conoscere.

 

Sfoltire i pensieri allo Spazzacaldera 2487m

martedì, 28 agosto 2018

Afferrare il granito magnifico dello Spazzacaldera aiuta a sfoltire i pensieri. Fessure, camini e spigoli si susseguono fino alla famosa guglia sommitale, sospesa sopra la Val Bregaglia, da affrontare ricercando il proprio centro di gravità.

Sàs di durt o la mole?

sabato, 7 luglio 2018

Per gli alpigiani è il “sàs di durt”, i primi salitori all’inizio degli anni ’80 la indicarono come “la mole”. E’ la compatta parete alta circa sessanta metri solcata da una netta fessura che si affaccia sopra gli alti pascoli della Val Poschiavina.

Camminare un paio d’ore per salire poche lunghezze di corda, di difficoltà “classiche”, tutte da proteggere, con la presenza di qualche lama e spuntone mobile da maneggiare con cura, non costituisce grande richiamo per la maggior parte degli arrampicatori.

Luci, forme, stile d’arrampicata, isolamento e sguardo sui ghiacciai del Bernina restituiscono nondimeno una giornata tutta da ricordare!

p.s. al rientro fermatevi alle lillipuziane case dell’alpeggio dove potrete acquistare a buon prezzo un formaggio favoloso!

 

Quali montagne?

lunedì, 18 giugno 2018

Quante volte arrampichiamo senza distinguere se la montagna è nata dal fuoco, dal mare, oppure, come in questo caso, dalla trasformazione di una roccia preesistente? Qui le pareti di serpentinite si presentano multicolori, con forme sinuose, incredibilmente ruvide e costellate di minuti cristalli sporgenti di magnetite.

Nella foto: parete della diga in Valmalenco.

Giugno in Val Poschiavina

venerdì, 15 giugno 2018

A giugno le Alpi mostrano il loro volto più bello, eppure sono pressoché deserte.

Dall’alto osserviamo cime innevate, torrenti gonfi d’acqua, pasture d’alta quota verdeggianti, così lontane e diverse dai parcheggi intasati d’auto d’agosto, file di escursionisti e prati che cominciano a seccare.

Abbassiamo il livello

domenica, 27 maggio 2018

Alzare il livello di difficoltà in arrampicata è probabilmente l’obiettivo principale di tanti praticanti e numerosi somministratori di corsi di vario tipo in seno a club alpini, guide, e associazioni sportive…

Per fare questo si insegna correttamente ad assicurare, a progredire, a volare, distinguere fix, spit, resine, chilonewton, piastrine gigi e freni tuber, destreggiarsi in nodologia e identificare al buio cordini dinamici precuciti da quelli in kevlar e dynema…

Percepire il baricentro, distinguere fasi statiche e dinamiche, favorire preensioni favorevoli, rilassare il diaframma, focalizzare schemi motori, gestire la progressione incrociata, in ambio, fare il triangolo, la sfalzata, la spaccata, la sostituzione e il vertice fisso!!

Tutto perfetto! Anche se a volte può capitare che la mole di informazioni da elaborare e l’ansia da prestazione, trasformino un piacevole momento di svago, sport, conoscenza e incontro con la natura, in un’attività non dissimile dal lavoro stressante da cui si desidera fuggire per qualche momento.

Abbassare il livello significa puntare ad esperienze meno dipendenti dal grado di difficoltà, mirando non solo a percorsi ben accessibili al proprio livello, ma che consentano soprattutto di essere messi a fuoco completamente, così da essere affrontati con maggiore autonomia e indipendenza.

Spuntare una sterminata checklist di tecniche e procedure non è sufficiente a tenere a bada la paura e a ragionare su come poter vivere bene entro un contesto verticale, soprattutto quando spingiamo unicamente sul superamento della difficoltà.

Per questo abbassare il livello non è da intendersi come una regressione, ma un invito a sperimentare il gioco, la scoperta di sé e dell’ambiente, con una scelta di obiettivi solo in apparenza più facili, che ci danno l’opportunità di vivere meglio quel contesto, tollerare e comprendere i rischi insiti in ogni attività condotta negli ambienti naturali e, alla fine, scalare con migliore efficacia e con meno fatica.

Viaggio in verticale e dettagli da distinguere

sabato, 26 maggio 2018

Viaggiare in verticale si fa interessante quando accanto agli appigli da decifrare riusciamo a fare nuovi incontri e a distinguere ogni particolare.

Nella foto: giglio rosso solitario cresce nelle poco ospitali fessure delle pareti di serpentinite lisciate dai ghiacciai in Val Lanterna, qui curiosamentea a tratti ricoperte da una patina carbonatica.

Mettere a fuoco l’attenzione su Luna Nascente

sabato, 12 maggio 2018

Solo quando mettiamo completamente a fuoco la nostra attenzione possiamo incontrare la roccia e gli ambienti che ci circondano.

Cercare un’intelligente sensibilità aiuta ad arrampicare su questo granito. O viceversa?