Archivi per la categoria ‘arrampicata’

Invito alla scalata

mercoledì, 6 dicembre 2017

Vedere l’allora novantaduenne Arne Naess (filosofo inventore dell’Ecologia profonda,  e primo salitore del Tirich Mir) mentre tenta di superare una roccia è un autentico invito alla scalata.

Chi ha avuto la fortuna vedere integralmente il film Loop (Genziana d’argento al Filmfestival di Trento nel 2007) non può che meravigliarsi di fronte all’emozione espressa da Naess al solo pensiero di poter salire su quel masso e gratitudine per esser stato un tempo in grado di farlo, mentre ammette sorridendo di non riuscire più a scalarlo..

Ascoltare le onde di granito su Patabang

venerdì, 27 ottobre 2017

Salire Patabang significa ascoltare le onde di granito. Meglio scalare leggeri, senza troppo esitare, sentendo sotto ai piedi la grande vena aplitica che taglia orizzontalmente la parete, per poi mirare agli approdi migliori costituiti da piccoli avvallamenti, cristalli sporgenti e “funghi” neri di anfibolite.

Arrampicare allo Scerscen

venerdì, 20 ottobre 2017

Una foschia densa ristagna là in basso, il coperchio d’aria pestilenziale della Val Padana sembra aver invaso anche il fondovalle della Valtellina.

La “Torre dei diedri” è una delle tante pareti in quota di quel vasto oceano minerale costituito dalle strutture dello Scerscen. Arrampichiamo liberi inseguendo i punti deboli della roccia, fuori da ogni recinto, scoprendo la via metro dopo metro. Un bel diedro finale, verde e lisciato dall’acqua, conduce in cima. Anche oggi abbiamo fatto provvista di scoperte.

E luce fu, autunno in Val di Mello

mercoledì, 11 ottobre 2017

La luce che improvvisamente inonda la parete non può essere descritta nella sua interezza con qualche frase.

La “serpe fuggente” è la fessura sinuosa che incide per cinquanta metri le placche di granito dove corre la via “Il risveglio di Kundalini”. Possiamo ripetere decine di volte la stessa salita per renderci conto che, alla fine, la nostra conoscenza rimane di superficie, incapace di cogliere l’infinita varietà dei colori d’autunno, dei profili delle rocce e l’ingegnosa esistenza di piante e animali.

Programma arrampicata d’autunno – Riserva naturale Val di Mello

mercoledì, 13 settembre 2017

Scalare senza salire in cima

venerdì, 1 settembre 2017

Imparare la lingua dei gesti, cercando le strategie più efficaci per superare la parete con le proprie forze e guardare le cose da un punto più alto, sono un bel mezzo per accelerare la conoscenza di sé e dell’ambiente circostante. L’arrampicata su roccia è un ottimo “agente lievitante” nella relazione tra uomo e rischio.

Con l’arrampicata si sperimentano equilibri e recuperano i giochi di ragazzo, anche attraverso le sensazioni della pietra dura sotto le dita e l’odore della polvere della roccia che permangono a lungo. Un bel mezzo per acquistare familiarità con la variabilità dei contesti naturali. Tenere a bada la paura, gestendo i rischi, offre un’inaspettata ricchezza d’esperienze, di coscienza della vulnerabilità sempre di più addormentata.

 

Foto Isacco

“La spirale” Valmalenco

venerdì, 28 luglio 2017

Abbandonare la progressione verticale per inseguire un “canale di gronda” sospeso tra grandi pance di serpentinite lisciate dai ghiacciai ha un sapore del tutto particolare. Erosioni e marmitte si alternano a tratti rugosi con piccoli appigli trasformando l’arrampicata in un esercizio a tempo pieno della curiosità.

Freccia gialla

lunedì, 17 luglio 2017

Le nuove curve di Marylin, Ombre rosse, Pelle di luna, Rosso a metà, Filo dell’arcobaleno: sono alcuni dei nomi delle vie d’arrampicata dei primi anni ’80 sulle strutture di serpentinite sparse tra Campo Moro e la Val Poschiavina in Valmalenco.

I nomi richiamano la gran varietà di forme di queste rocce, dove le luci e i colori cambiano continuamente nel corso della giornata.

Una piccola freccia gialla, dipinta oltre trent’anni fa, si ritrova alla base di queste vie.

Oltre nessuno spit, nessuna sosta, solo le pieghe naturali del serpentino indicano la via. Una corda da 50m, un mazzo di nut, quelche friend e un paio di fettucce da strozzare attorno a piccoli larici bonsai che si trovano in parete sono il materiale occorrente.

Per percorrerle da capocordata detraiamo qualche grado dal livello di prestazione usuale che abbiamo su percorsi spittati, ignoriamo le vie moderne che a tratti intersecano o piratano le vie originarie, dimentichiamo gli imperativi della performance, della velocità, senza guadagnare tempo, ma perdendolo con eleganza.

Preservare il segreto in Val di Mello

domenica, 2 luglio 2017

Arrampicare in Val di Mello in questo fresco intermezzo che sa di primavera, dopo settimane roventi, aiuta a sfoltire i pensieri. Il sentiero brulica di gitanti domenicali mentre le pareti sovrastanti sono deserte. Ripercorrere le vecchie classiche della valle, dal Trapezio d’Argento allo Sperone degli Gnomi al Sarcofago, seguendo le tracce nascoste a mezzacosta nel bosco da la sensazione di essere a casa. Placche, fessure e camini, alcuni friend, qualche vecchio chiodo e grandi faggi dalla chioma lucida preservano il segreto.

 

E’ tempo di arrampicare

venerdì, 26 maggio 2017

Quando le giornate si allungano e la chioma conica degli abeti si colora di un verde intenso, l’arrampicata ritrova il suo senso autentico di esplorazione di infiniti campi d’esperienza, lontana da qualsiasi recinto.

Provare a superare da soli le difficoltà in natura e all’aria aperta può fornire nuove prospettive. Scalare significa abbandonarsi alla libertà di movimento, dar spazio all’innato desiderio di scovare nuove cose, assumendo consapevolezza e percezione di sé.