Archivi per la categoria ‘alleniamo l’esperienza’

Tour del Disgrazia con gli sci

giovedì, 12 aprile 2018

Due giorni attorno ad una grande montagna. Finalmente un tempo libero, non strutturato, per sperimentare la natura in modo profondo.

Valli, ghiacciai, canali, passi e bivacchi fisseranno i ricordi e i benefici dell’esperienza.

Quando: con le condizioni idonee.

Quanti:pari gli artigli di un tetraonide.

Come: con muscoli e fiato.

Quantità o relazione?

domenica, 8 aprile 2018

Lo svago e il piacere di muoversi negli ambienti naturali è fatto dalla quantità di spazi aperti o dalla nostra relazione con questi? Cerchiamo contatto con le montagne perché ci procurano piacere, che deriva del cercare, non solo nel trovare.

Disponiamo di processi percettivi raffinati, di grandi possibilità di movimento, eppure fatichiamo a partecipare pienamente alla ricchezza che ci circonda. Anche l’arrampicata, l’alpinismo e pure la “formazione outdoor”, spesso si ritrovano collocati dentro schemi ripetuti, dove si rincorre la natura per utilizzarla come uno sfondo gradevole o adrenalinico, a seconda dei casi.

Togliere questi schemi può essere un toccasana, una piccola rivoluzione, dove l’incontro inatteso con una salamandra può diventare espressione di “natura selvaggia” quanto una parete inaccessibile e remota.

Così, con nuovi occhi, forse si potranno svelare mille obiettivi, sempre nuovi, indeterminati, nascosti e segreti.

 

Montagna bianca senza recinti

lunedì, 26 marzo 2018

La montagna bianca è priva di confini e recinti, eppure gli instancabili “risalitori” in assetto sportivo si costringono in discesa nella stretta traccia battuta per guadagnare in velocità qualche metro ed evitare di spingersi per pochi tratti in piano.

Per noi è l’occasione per esplorare gli spazi aperti e disegnare un grande pettine di tracce parallele nella neve intatta.

Di ritorno dalle prime esperienze scialpinistiche, questo è un piccolo gioco che alza lo sguardo e lascia spazio al tempo e all’osservazione.

Cacciatori di dettagli per l’arrampicata su roccia di primavera

sabato, 24 marzo 2018

E’ interessante diventare cacciatori di dettagli, dando spazio, tempo ed attenzione alla nostra esperienza in montagna o in parete.

Provare ad essere più recettivi può servire ad amplificare l’esperienza, con risultati incoraggianti rispetto al troppo agire o al semplice inseguimento delle salite in voga, della quantità di metri scalati o della difficoltà.

Per l’arrampicata di primavera vorrei suggerire alcune uscite sul granito del Masino, adatte a tutti, improntate al minimalismo tecnico e gestuale, per abituarsi a leggere le più piccole pieghe nella roccia e imparare a cavarsela con pochi moschettoni e qualche cordino, da abbinare a un piccolo set di protezioni veloci (dadi ad incastro).

Contattatemi per saperne di più.

L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata

martedì, 20 marzo 2018

L’aria sa ancora d’inverno, ma il granito invita all’arrampicata.

Non calpestate l’erba, non avvicinarsi agli animali, non oltrepassare la linea gialla, vietato tuffarsi, non dar da mangiare agli animali, divieto d’immergersi in acque non protette, vietato tirare sassi, vietato giocare a palla sulla spiaggia, vietato arrampicarsi sugli alberi, vietato sedersi a terra, vietato raccogliere fiori, vietato bere per strada,  guardare e non toccare è una parola d’ordine….

Ormai siamo circondati ovunque da una rete capillare di proibizioni, divieti, interdizioni.

Bastano pochi momenti d’arrampicata tra i macigni per rianimare un rapporto diretto con l’ambiente, una conoscenza che nasce dal fare, non solo dal guardare.

 

Dialogo tra il corpo e le sue reazioni scalando d’inverno

lunedì, 5 marzo 2018

Tante cose diventano più semplici da accettare quando coinvolgiamo il corpo in una attività nell’ambiente naturale. La migliore scalata su ghiaccio si ottiene quando non la si considera una prova agonistica e non si impone a fasce specifiche dei nostri muscoli una performance, ma quando si trasforma in un’esperienza che esalta la sensorialità e impegna il corpo secondo i ritmi e le possibilità di ciascuno. Si approccia come un adattamento continuo, via via con nuovi equilibri, coordinazioni e ritmi diversi.

E’ un dialogo costante tra il corpo e le sue reazioni, tra la qualità del movimento e la relazione con l’intorno ghiacciato.

Larici

venerdì, 2 marzo 2018

Oggi è brutto tempo, anche se in realtà dovremmo parlare di tempo diverso.

I suoni si attenuano e si svela un’inconsueta geografia dei luoghi.

Scariche di neve polverosa si sentono cadere lontano, ad intervalli regolari, sono le ripide pareti del Monte delle Forbici che si liberano dalla neve caduta nelle ultime ore.

Nel bianco navighiamo tra i larici, grandi e piccoli, piegati e contorti dalle bufere e dalle valanghe, hanno cortecce spesse, rossastre o annerite dai fulmini, colorate da licheni barbuti.

Sono larici pionieri che crescono sino 2500 metri.

Forse con il sole non li avremmo osservati con la stesso stupore.

Contatto diretto e sensibile con la neve

lunedì, 26 febbraio 2018

Stabilire un contatto diretto e sensibile con la neve è un buon inizio. Un’occasione per tornare, almeno per un poco, come i nostri antenati, che non si muovevano mai, ma avevano più esperienza di noi che abbiamo visto tutto.

Il primato della tattilità

venerdì, 23 febbraio 2018

Le forma di appigli a appoggi non è unicamente il contorno geometrico, ma un certo rapporto con la loro natura (tipo di roccia). La pietra parla a tutti i sensi, oltre alla vista.

Per questo mentre ci muoviamo, specie su passaggi noti e conosciuti, arrampichiamo anticipando la portata dello sguardo.

E’ il primato della tattilità e pure del contatto olfattivo, sensi che si rimescolano e rimandano in automatico alla memoria e a un’esperienza che prende il corpo nella sua totalità.

 

L’aula migliore è fuori #2

martedì, 20 febbraio 2018

Trasportare l’aula all’aperto, nella neve, accresce le nostre capacità sensoriali, che sono il nostro primo strumento di autodifesa. Un antidoto contro la circoscrizione dei sensi della vita moderna che fa percepire quasi esclusivamente attraverso gli occhi e sempre di più nello spazio limitato dello schermo di un monitor.