Archivi per la categoria ‘alleniamo l’esperienza’

Overdose tecnologica?

venerdì, 1 dicembre 2017

Il fanatismo religioso nei confronti dell’approccio tecnologico a qualsiasi aspetto della vita pare un processo irreversibile. La montagna non sfugge all’aggressione tecnologica così come appare in quest’app di ultima generazione per “conoscere la più recente evoluzione dello stato dei ghiacciai, della copertura nevosa, della superfice della roccia, delle piste, per poter usufruire di una sicurezza ottimale”.

La realtà ci suggerisce che quanto più la conoscenza di un sistema complesso è parziale, più la si ritiene fondata sulla sua dimensione tecnologica. Questo non significa criticare a priori l’uso della tecnologia, ma al contrario spinge a coglierne appieno le potenzialità dove effettivamente servono, non prima però d’aver attivato i fondamentali processi di relazione con l’ambiente, che ancora costituiscono il mezzo più potente per migliorare le nostre capacità d’osservazione, ascolto e presa delle decisioni.

Con la crescente incapacità di conoscere direttamente il mondo in termini di esperienza, per fortuna la montagna resta uno dei pochi luoghi a portata di mano, paragonabile a una preziosa riserva, dove possiamo sperimentare la nostra interpretazione personale delle cose attraverso il contatto diretto dei sensi.

Ora che siamo con il naso incollato sullo smartphone tutto il giorno, incentivarne l’uso anche nei rari momenti in cui possiamo farne a meno e in situazioni paragonabili alla guida dell’auto, non potrebbe rivelarsi, oltre che fastidioso, più dannoso che utile? Difficile poi capire come e da chi potrà essere “validata” la qualità del dato consultabile, considerando l’estrema variabilità nello spazio e nel tempo delle condizioni della montagna, unita alla soggettività delle informazioni immesse.

 

Cambia il clima cambiano le montagne

lunedì, 27 novembre 2017

Cambia il clima, cambiano le montagne: come dobbiamo comportarci? Temperature in crescita inconfutabile dal 1800, con netto incremento negli ultimi quarant’anni. Perdita di superficie dei ghiacciai delle Alpi italiane dal 1960 pari all’estensione del Lago di Como. Si accrescono instabilità diffusa dei versanti e condizioni di variabilità ed incertezza. Non resta che adattarsi, dotarsi di grandi antenne, interpretare i segnali della montagna. Chiedersi: qui ed ora che succede? Accedere a a sé stessi, prima ancora che alle tecniche e ai materiali, ascoltare e ascoltarsi, in breve prepararsi ad essere impreparati. Naturalmente senza smettere di salire, perché in alto troviamo gli ultimi luoghi di libertà rimasti, dove è ancora possibile un contatto diretto e concreto con le cose che non si possono comprare: aria, roccia, acqua, piante e animali! Qui possiamo vivere nel senso pieno del termine, confrontarci con i nostri limiti e imparare qualcosa. Sono gli ultimi luoghi privi di divieti, regole, recinti e costrizioni, dove possiamo e dobbiamo affidarci solo a noi stessi e all’auto-protezione. (Sintesi intervento convegno “Camminare nuovi climi su nuove montagne” filmfestival Sondrio 25-11-17). Foto convegno e alba alla Fourcla Prevlusa 3430m, salendo verso la vetta del  Bernina 4050m.

 

 

In montagna d’inverno

lunedì, 20 novembre 2017

Facilitatore d’esperienze in montagna

lunedì, 13 novembre 2017

Trovare nuovi stimoli per rendere il proprio lavoro affascinante, oltre che efficace, è una ricerca irrinunciabile. Per questo ho dedicato il 2017 a un percorso distribuito nell’arco di un anno per educatori e formatori basato sulla metodologia esperienziale, strumento privilegiato per facilitare l’apprendimento TET – TRAINING EXPERIENTIAL TRAINER.  Un percorso intenso, che ha scandagliato a fondo la filosofia dell’apprendimento esperienziale, che trova negli ambienti naturali, e nella montagna in particolare, un vasto mondo di potenzialità inesplorate, dove nuove chiavi di lettura e consapevolezze diverse potranno essere impiegate per rieducare all’ascolto e a sensibilità perdute.

Per questo andrò sempre di più a svestire i panni dell’ammaestratore tecnico, guida, o tenutario della scienza, da sostituire con il più adatto: facilitatore d’esperienze in montagna.

 

L’abilità tecnica può bastare?

martedì, 17 ottobre 2017

L’abilità tecnica e manuale dell’alpinista è una condizione necessaria per muoversi in montagna. Correttamente proliferano i corsi per imparare a fare qualsiasi cosa: come legarsi, come salvarsi, come salire, come cadere..

La sola tecnica, se non completata da un’affascinata curiosità, può però atrofizzare la capacità di riconoscere e comprendere quel vasto mondo d’incertezze rappresentato dalle montagne.

 

Sperimentare l’autenticità

sabato, 7 ottobre 2017

Sperimentare qualcosa di autentico significa far nascere le montagne nella nostra mente attraverso il potere dell’osservazione e i doni dei sensi, dall’esperienza diretta dei corpi, prima ancora d’aver letto, assemblato appunti, registrato video e “selfie”.

Pietre in equilibrio sotto al Croz dell’Altissimo

martedì, 26 settembre 2017

Una piccola volpe ci osserva. Sta seduta, mimetizzata tra le rocce e le radici di un grande faggio mentre ci disperdiamo nel greto pietroso del rio Massò, nella parte mediana della valle delle Seghe, sotto al Croz dell’Altissimo. Qui proviamo a percepire l’ossatura geologica di queste montagne realizzando piccole sculture e composizioni fatte con pietre poste in equilibrio una sull’altra. Pietre calcaree che hanno una lunghissima storia da raccontare.

Un esercizio di pazienza ed umiltà che estranea per un po’ dalla percezione del tempo e obbliga ad “accogliere” tra le mani pietre con forme sempre diverse. Così ci si immerge nell’ascolto dei suoni, del silenzio, per predisporsi a rinsaldare i rapporti con parti dell’ambiente che comunemente non sono considerate vive, quali l’aria, l’acqua e le rocce….

Bivacco

mercoledì, 16 agosto 2017

Non serve allontanarsi troppo da casa per vedere luoghi diversi. A volte basta scegliere cammini inconsueti per fare in modo che spazi noti si mostrino sotto una nuova luce. Osservare la valle dal culmine di uno sperone roccioso, con centinaia di luci là in basso provenienti delle abitazioni aperte solo per pochi giorni d’agosto, attiva curiosità e stabilisce un contatto speciale con quel che ci sta attorno.

 

E’ tempo di arrampicare

venerdì, 26 maggio 2017

Quando le giornate si allungano e la chioma conica degli abeti si colora di un verde intenso, l’arrampicata ritrova il suo senso autentico di esplorazione di infiniti campi d’esperienza, lontana da qualsiasi recinto.

Provare a superare da soli le difficoltà in natura e all’aria aperta può fornire nuove prospettive. Scalare significa abbandonarsi alla libertà di movimento, dar spazio all’innato desiderio di scovare nuove cose, assumendo consapevolezza e percezione di sé.

 

Formazione in ambiente: togliere il superfluo, iniziare a percepire.

giovedì, 25 maggio 2017

Il vento soffia da nord, grandi nubi si rincorrono sopra i pascoli dell’Alpe Ventina appena liberi dalla neve.

Il gruppo si muove in uno spazio di grande bellezza che esercita un irriducibile richiamo.

Quasi senza accorgersene, nell’esperienza condotta ai limiti del ghiacciaio, si attraversa l’azione del fare ricerca, che attiva un apprendimento trasversale e permanente.

La mappa del racconto invita a cercare, distinguere, scoprire qualcosa precedentemente celato.

In mezzo si avvia uno sforzo personale e diverso per ciascuno, ma che accende il desiderio di procedere, favorendo il contatto diretto con gli elementi della natura.