Meglio l’abbandono

Perché non lasciamo in pace quel che resta delle case d’alpe abbandonate? Cessata ogni attività d’alpeggio, e quindi lo scopo per cui vennero costruite con sapienza, perché assistiamo a un’ostinata ricostruzione di case vacanza sopra i vecchi sedimi?

I denti della ruspa abbattono gli antichi muri a secco per far spazio al finto rustico contornato da staccionate e barbecue per grigliate con suino da discount. Perché le strade realizzate ad esclusivo uso agricolo debbono accogliere il transito motorizzato dei nuovi proprietari, vacanzieri del week end? Alla paccottiglia di nuove strutture, disconnesse e in conflitto con le forme dei luoghi, preferisco recinti di rovi, alberi che crescono tra i muri storti e fodere di muschio che ricoprono quel che resta dei tetti. Così le baite potranno tornare ad essere terra e roccia.

Meglio l’abbandono, che almeno preserva.

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