Archive del 2017

Arrampicare allo Scerscen

venerdì, 20 ottobre 2017

Una foschia densa ristagna là in basso, il coperchio d’aria pestilenziale della Val Padana sembra aver invaso anche il fondovalle della Valtellina.

La “Torre dei diedri” è una delle tante pareti in quota di quel vasto oceano minerale costituito dalle strutture dello Scerscen. Arrampichiamo liberi inseguendo i punti deboli della roccia, fuori da ogni recinto, scoprendo la via metro dopo metro. Un bel diedro finale, verde e lisciato dall’acqua, conduce in cima. Anche oggi abbiamo fatto provvista di scoperte.

L’abilità tecnica può bastare?

martedì, 17 ottobre 2017

L’abilità tecnica e manuale dell’alpinista è una condizione necessaria per muoversi in montagna. Correttamente proliferano i corsi per imparare a fare qualsiasi cosa: come legarsi, come salvarsi, come salire, come cadere..

La sola tecnica, se non completata da un’affascinata curiosità, può però atrofizzare la capacità di riconoscere e comprendere quel vasto mondo d’incertezze rappresentato dalle montagne.

 

Naso di ghiaccio al Cambrena e cresta Nord dell’Arlas

domenica, 15 ottobre 2017

La neve nuova, il ghiaccio e le rocce immobilizzate dal gelo, la temperatura dell’aria, la visibilità estesa a grande distanza e le ombre dai contorni precisi rendono speciali queste giornate d’autunno. Combiniamo la salita al “naso di ghiaccio” del Cambrena3604m con la cresta Nord dell’Arlas 3367m. Un percorso aereo ad anello che ci restituisce un’immagine viva dell’alta montagna e fa scaturire nuove esperienze e grande attenzione.

 

 

E luce fu, autunno in Val di Mello

mercoledì, 11 ottobre 2017

La luce che improvvisamente inonda la parete non può essere descritta nella sua interezza con qualche frase.

La “serpe fuggente” è la fessura sinuosa che incide per cinquanta metri le placche di granito dove corre la via “Il risveglio di Kundalini”. Possiamo ripetere decine di volte la stessa salita per renderci conto che, alla fine, la nostra conoscenza rimane di superficie, incapace di cogliere l’infinita varietà dei colori d’autunno, dei profili delle rocce e l’ingegnosa esistenza di piante e animali.

Vecchie case che salvano le storie

domenica, 8 ottobre 2017

Nessun depliant turistico, nessuna guida (cartacea o in carne ed ossa) invita ad ascoltare case, frazioni o alpeggi abbandonati. Eppure la Valtellina è piena di vecchi nuclei lasciati senza cure, distribuiti e nascosti tra i boschi del fondovalle e mimetizzati tra le rupi dei pascoli alti.

Il soffitto in pietra a volta annerito dal fumo, l’armadio a muro colmo di bottiglie vuote e un vecchio cappello sgualcito appoggiato sulla panca, sanno raccontare molto più di tanti libri. Il focolare secolare posto al centro della stanza parla degli uomini e del loro sedersi attorno a cercare il caldo. Muri e suppellettili sono ancora lì, solo gli uomini sono soffiati via. Così le voci delle case abbandonate salvano le storie.

Sperimentare l’autenticità

sabato, 7 ottobre 2017

Sperimentare qualcosa di autentico significa far nascere le montagne nella nostra mente attraverso il potere dell’osservazione e i doni dei sensi, dall’esperienza diretta dei corpi, prima ancora d’aver letto, assemblato appunti, registrato video e “selfie”.

Pietre in equilibrio sotto al Croz dell’Altissimo

martedì, 26 settembre 2017

Una piccola volpe ci osserva. Sta seduta, mimetizzata tra le rocce e le radici di un grande faggio mentre ci disperdiamo nel greto pietroso del rio Massò, nella parte mediana della valle delle Seghe, sotto al Croz dell’Altissimo. Qui proviamo a percepire l’ossatura geologica di queste montagne realizzando piccole sculture e composizioni fatte con pietre poste in equilibrio una sull’altra. Pietre calcaree che hanno una lunghissima storia da raccontare.

Un esercizio di pazienza ed umiltà che estranea per un po’ dalla percezione del tempo e obbliga ad “accogliere” tra le mani pietre con forme sempre diverse. Così ci si immerge nell’ascolto dei suoni, del silenzio, per predisporsi a rinsaldare i rapporti con parti dell’ambiente che comunemente non sono considerate vive, quali l’aria, l’acqua e le rocce….

Quanto è importante sapere perfettamente dove ci troviamo?

lunedì, 18 settembre 2017

Quanto è importante sapere perfettamente dove ci troviamo, mettere una x su una rete di coordinate, mentre ignoriamo quel che abbiamo intorno concretamente? Condurre un’escursione o una scalata seguendo pedissequamente una serie di punti su una carta o su un display equivale a sfogliare le pagine di un libro senza leggerne nemmeno una parola.

Potremmo sostenere di aver passato le pagine tra le dita, il che potrebbe pure essere di una certa utilità, ad esempio quando occorre raggiungere o fuggire da luogo più in fretta possibile, ma in questo modo potremmo dire di aver compreso il racconto e quindi il significato della nostra salita?

Conoscenza di prima mano

sabato, 16 settembre 2017

Più aumenta la conoscenza, più si infittisce la quantità di elementi misteriosi che combinati assieme regolano le leggi della natura. Per questo è sempre azzardato dispensare certezze su come e quando muoversi in montagna. L’unica cosa indubitabile è che la conoscenza di prima mano richiede tempi lunghi, senza punti d’arrivo definitivi, insomma praticamente antitetici rispetto alle pretese senza respiro della vita moderna.

 

Programma arrampicata d’autunno – Riserva naturale Val di Mello

mercoledì, 13 settembre 2017