Scialpinismo e sci fuoripista: tecnica e fattore umano. Una proposta diversa.

L’acquisizione di informazioni sulla neve, sul meteo, sui mille apparecchi ARTVA, su sonde, pale e airbag non è in grado di supportare completamente la nostra capacità di decidere quando ci muoviamo nella neve.

Ogni imprevisto è certamente da ricondurre ad un problema umano.

Mentre siamo fortemente attratti dall’approfondimento e dalla ricerca di solidità tecniche, razionali, troppo spesso ci scordiamo l’importanza delle altrettanto fondamentali e complementari competenze non tecniche legate al fattore umano.

In pratica l’ascolto di quel vasto mondo, cognitivo, sensoriale ed emotivo, legato alla sfera personale, che condiziona la presa delle decisioni si da troppo spesso per scontato.

I progressi nelle apparecchiature, la popolarità e il fitness hanno portato ad una curva di apprendimento sempre più veloce.

Non sempre però il miglioramento delle conoscenze si accompagna con un analogo perfezionamento dei processi decisionali.

Per chi fosse interessato propongo alcune semplici uscite di scialpinismo e fuoripista, per tentare di ‑indagare un diverso approccio, non solo basato su fattori fisici come il cristallo di neve, il manto, la morfologia, le tecniche di autosoccorso…

Questa proposta non è da intendere come una critica nei confronti della formazione consolidata, ma al contrario, intende completare ed “esplodere” le conoscenze acquisite.

Contattatemi per maggiori informazioni.

Nella foto: dopo un’abbondante nevicata notturna, la a miglior discesa dalla sud del Sasso Nero va affrontata al mattino, prima che la neve trasformi.

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Un Commento a “Scialpinismo e sci fuoripista: tecnica e fattore umano. Una proposta diversa.”

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