Storie di neve e di ski

Nel 1890 Fridtjof Nansen riuscì per primo ad attraversare la Groenlandia, soprattutto grazie all’uso degli sci. Il libro che scrisse sulla spedizione På ski over Grønland divenne uno straordinario best seller tradotto in inglese e tedesco, un vero e proprio inno allo sci, strumento fondamentale per muoversi con velocità e leggerezza sulla neve, sino ad allora pressoché sconosciuto al di fuori dei paesi nordici.

Per migliaia d’anni, tra il lago Baikal, i monti Altai e la Scandinavia, gli sci furono il più antico mezzo di locomozione utilizzato dall’uomo, prima ancora della ruota. Antichi documenti e leggende raccontano di intrepidi sciatori guerrieri, protagonisti di epici inseguimenti  e di infallibili cacciatori lapponi, talmente bravi e veloci sugli sci da minacciare la sopravvivenza di alcuni animali come l’alce. Oltre alla funzione utilitaristica, lo sci divenne sport  con la prima gara di fondo e salto nel 1843, nelle regione del Telemark.

Emigranti norvegesi ne diffusero l’uso in ogni continente, per agevolare il trasporto della posta nelle distese gelate del grande nord americano o per sfidarsi in folli gare di velocità, calzando aste di oltre tre metri lungo schuss rettilinei, in un’autentica atmosfera da far-west, considerando che il vincitore della prima gara nel 1867 in California venne ucciso da un rivale in un saloon. Negli stessi anni, nelle grandi città americane, un saltatore con gli sci di nome Owelsen, con il suo grande volo spiccato da uno scivolo metallico cosparso di vaselina, fu una delle principali attrazioni del circo Barnum.

Gli sci arrivarono quindi sulle Alpi…

Iniziarono ad utilizzarli i monaci al valico del Gran San Bernardo e Artur Conan Doyle (papà di Sherlock Holmes) sulle nevi di Davos e una vera e propria querelle scoppiò tra i sostenitori della tecnica norvegese, come il tedesco Wilhelm Paulcke e i seguaci di quella alpina, guidati dall’austriaco Matthias Zdarsky.

Le vette d’inverno divennero accessibili con gli ski, dal Monte Rosa, all’Oberland e si completarono le prime grandi traversate come la Chamonix-Zermatt (1901) e il Tour del Bernina (1910).

Le prime gare di discesa vennero introdotte sulle Alpi dall’inglese Arnold Lunn con l’ideazione del trofeo Kandahar, il cui nome deriva da una dedica all’appassionato sciatore, nonché generale britannico Frederick Roberts, duca e comandante delle forze di Kandahar in Afghanistan! Non stupisce che gli inglesi, già inventori dell’alpinismo e da sempre amanti dell’esotismo, dell’azione ed esplorazione in ogni angolo del globo, diedero il via ad una nuova frontiera dello sci. Nei decenni successivi, sino all’avvento dello sci di massa, alpinisti e sciatori furono spesso un tutt’uno. Nomi illustri come Klucker, Comici, Vinatzer, Detassis, Bonatti, Terray e Lachenal, solo per citarne alcuni, oltre che alpinisti e guide, furono gran sciatori e maestri in questa disciplina.

Storie di neve e di ski  – Piccolo racconto che si intreccia con alcune discese e mappe della nevi delle nostre montagne. Conferenza della durata di circa 1 ora con immagini.

 

 

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