“Nascoprando” sul terrazzo di Triangia

Osservata dall’ampio terrazzo naturale di Triangia che sovrasta Sondrio, la statale di fondovalle è un lungo serpentone di auto dirette verso i campi da neve. Oggi non c’è una nuvola e lo sguardo spazia dall’Adamello alle montagne del Lario. In mezzo tutte le Orobie imbiancate, con la neve resa luccicante dal rigelo notturno, dopo esser stata riscaldata da questo sole che sa di primavera. I bambini giocano a “nascoprando”, una parola di loro invenzione che sta a metà tra nascondino ed esplorando. Il terreno di gioco è uno sperone di roccia che ricorda un lungo dorso di balena fatto di scisto levigato dagli antichi ghiacciai, con camminamenti, cenge, popolato da roverelle e pini silvestri, le cui piccole pigne coniche si trasformano in formidabili armi da lanciare contro nemici immaginari. Intanto una coppia d’aquile volteggia sopra le nostre teste, spinta in alto da una corrente termica che scaturisce dalle sottostanti rocce rosse, dai vigneti dove nasce il Sassella. Mic

 

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