Archive del 2014

I campi da sci di Primolo

domenica, 28 dicembre 2014

Ai bambini, si sa, serve immediatezza. Bastano tre dita di neve per trasformare i prati di Primolo, splendido balcone solatio affacciato sulla Valmalenco, nel miglior parco giochi sulla neve. Questi erano i primi campi da sci della Valmalenco.

Nessuna attesa, nessuna coda agli impianti e nessun costo per piccoli esploratori pronti a sentire la neve sulla pelle, assaggiarla e nuotarci dentro, perché questo è l’inverno. Così si evitano, nelle brevi e fredde giornate di dicembre, lunghe file agli impianti e affollati self service in quota. Mic

 

Prestigio

venerdì, 26 dicembre 2014

“…dopo le nevi abbacinanti, i faticosi massi, il cocente riverbero, …..cenare ad una finestra che si apre su un fresco giardino, mentre i grappoli pendono a portata di mano, pronti per essere staccati”.

La frase di Douglas William Freshfield, tra i più attivi viaggiatori inglesi inventori dell’alpinismo e assiduo frequentatore delle Alpi Centrali, ben si completa con uno dei migliori prodotti delle uve nebbiolo come il Prestigio Triacca, un gran connubio tra le scalate in quota e i prodotti della Terra di Valtellina, bottiglia perfetta per brindare alla collezione di vette Gran Prestigio delle Alpi. Mic

L’ossessione della sicurezza

mercoledì, 17 dicembre 2014

L’ossessione della sicurezza e nuova legge regionale..

Come accade al piano, dove montagne di carta, timbri e certificati servono a giustificare spesso l’inesistente e a rincorrere la “sicurezza” dovuta e pretesa, ecco che la contaminazione raggiunge i luoghi alti e il nostro presente, che insegue il miraggio della sicurezza, ipocritamente usata, ben sapendo che la sicurezza è inesistente.

Legge regionale 1 ottobre 2014, n. 26 art. 13, “gli sciatori fuori pista, gli escursionisti d’alta quota e gli sci-alpinisti devono inoltre munirsi di appositi attrezzi e sistemi elettronici per consentire un più facile tracciamento e il conseguente intervento di soccorso”.

Per chi si muove in ambienti naturali dai pericoli non sempre noti e rischi difficilmente valutabili, il rifugio nella regola è un’illusione. La solerzia impositiva della norma che impone la tecnologia elettronica “salvavita” non incide per nulla nell’aumento della consapevolezza mentale, sensoriale ed emotiva. Non prepara ad essere impreparati! E non è raro il caso che abbassi la soglia di attenzione, soprattutto se frutto di un’imposizione e non di una scelta, appunto, consapevole.

Già immagino un possibile titolo sulla stampa locale: “Pastore privo di sistema elettronico multato all’Alpe Fellaria mentre recupera le capre isolate causa nevicata improvvisa”. Mic

 

 

 

 

 

Colma d’Arcoglio 2328m

martedì, 9 dicembre 2014

Valichi e vette minori si trasformano in luoghi speciali cogliendo le giuste condizioni. Ecco come una semplice passeggiata estiva diventa un’escursione singolare, con partenza dagli alpeggi della bassa Valmalenco privi di neve e ancora bagnati dalle piogge, sino a raggiunger le più alte creste che sovrastano la Valtellina eccezionalmente innevate dopo il lungo monsone autunnale..Mic

 

E ancora la neve

sabato, 29 novembre 2014

Se qualche sciatore appassionato, ma distratto, si dovesse perdere l’opportunità di provare una tra le mille iniziative in circolazione per sciare sicuri, il safety days, safety & riding, il fuori pista in sicurezza e la neve sicura, fondati sul salvifico imprinting tecnologico di ultimissima generazione, potremmo comunque farci una sciata assieme, solo quando arriva la neve giusta.

Non senza aver annusato l’aria e scrutato le nubi appena svegli la mattina, per capire da che parte soffia il vento in cresta e come trasporta e accumula i cristalli bianchi, ascoltato lo scricchiolar della neve sotto gli scarponi per decifrarne temperatura e coesione, dato qualche colpo deciso di lamina alle prime curve per sentire subito sotto i piedi la consistenza della magnifica coltre bianca…..Mic

A scuola di montagna

venerdì, 21 novembre 2014

Elenco parziale e incompleto di osservazioni e avvistamenti svolti durante una mattinata di scuola all’aria aperta con gli alunni delle classi IV e V della scuola primaria di Torre di Santa Maria accompagnati dall’energica insegnante Carmen.  Guardiamo la valle dall’alto e riconosciamo le montagne. Le recenti nevicate in quota con i pizzi Tremoggia, Malenco ed Entova simili a grandi vette himalayane. La contrada fantasma dei Bianchi, massi coppellati e altre incisioni rupestri, un affresco del 1483. La casa delle guide alpine Cesare Folatti (primo salitore nel ’33 del canale alla forcola d’Argent) e Pin Mitta (gestore dei rifugi della Val Torreggio, trasportò da solo a spalla alla Capanna Desio una stufa intera!). I versanti saturi d’acqua, i torrenti e i dissesti, i vecchi nuclei posti al riparo e qualche modernità fuori posto, realizzata in zona a rischio. I versanti terrazzati ormai invasi dal bosco di latifoglie tra frassini, tigli, ciliegi, betulle, castagni e ontani. Il greto del Mallero e i suoi depositi: argilla, limo, sabbia, ghiaia, ciottoli e blocchi. Armati di martello scopriamo il grande album petrografico della Valmalenco fatto di: graniti, gneiss, marmi, gabbri, serpentine…E sulla via del rientro un grande airone cenerino sazio di trote del Mallero. Mic

 

Mettere il piede sul ciglio della grande frana

venerdì, 14 novembre 2014

Il vento umido soffia da sudovest, piove a oltre 2000m e camminiamo al limite della neve. L’aria profuma d’inverno anche se l’erba, non ancora aggredita dal gelo, non è completamente ingiallita, alcune rade chiazze di neve sono costellate di impronte di gallo forcello, dalla caratteristica forma a tre punte. Il bosco rado di larici e gembri termina bruscamente sull’orlo dell’enorme nicchia di frana della Val Pola in Alta Valtellina. E’ passato oltre un quarto di secolo da quando metà della montagna in pochi istanti è precipitata a valle. Qui periodicamente eseguo dei rilievi e misure per verificare lo stato di salute della montagna. Anche con gli strumenti tecnologici più sofisticati l’occhio umano e l’attività sul terreno restano indispensabili per acquisire tutte le informazioni utili. Mettere il piede sul ciglio del baratro fa percepire la grandezza della natura e l’inadeguatezza della nostra arroganza, quando vogliamo dominare la montagna a comando, costruire ovunque e comunque o invocare sicurezza dovuta e pretesa ad ogni costo. Mettere il piede sul ciglio della grande frana sarebbe una visita assai istruttiva per tanti. Mic

 

Réclame per l’inverno in arrivo

mercoledì, 12 novembre 2014

promo ski inverno

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giovedì, 23 ottobre 2014

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La selvaticità è lo stato della completa consapevolezza

venerdì, 17 ottobre 2014

L’aver sollevato l’attenzione con il post precedente mi incoraggia ad indugiare sul tema. “La selvaticità (wildness) è lo stato della completa consapevolezza” scrive Dolores LaChapelle (citando il poeta, taglialegna e ranger del Nord Ovest degli USA Gary Snyder) nel suo libro manifesto “Polvere profonda”, un riferimento irrinunciabile per chi scivola fuoripista e più in generale chi si muove in ambienti naturali dai pericoli non sempre noti e rischi difficilmente valutabili, ma che anche valutati sono riducibili solo in parte attraverso abilità tecniche o attrezzature.

Perché quindi la “selvaticità” non è al primo posto nella lista dei pensieri e propositi della gran parte dei frequentatori della neve d’inverno? Perché non compare nei decaloghi “neve sicura”, pubblicità, safety camp, educational, safety app e tutto il resto? I commenti a volte anche irritati, che mi accusano senza mezzi termini quasi di eresia, evidenziano un prevalente rifugio nella regola, un’intossicazione dalle idee, anziché ampliare lo sguardo al più ampio sviluppo di “consapevolezze” e della “capacità di scelta nell’incertezza”.

E’ il prevalere della dimensione razionale, ma molte volte la scienza non può dare le risposte che la gente chiede. Abbiamo troppa fiducia nella scienza e non so se sia un bene o un male, forse dobbiamo tutti noi imparare a essere più responsabili, ad autoproteggerci. Questo significa attivare prima di ogni cosa il recupero di una identità corporea, del valore dell’ascolto, della relazione con l’ambiente che ci circonda come principio delle cose. Mi pare invece palese che l’attenzione prevalente si indirizza alla “quantità” delle cose, al numero di “run”, ai “gingilli tecnologici” di ultima generazione, alla fascinazione dell’ultimo “teaser hd ski freeride” e all’equipaggiamento suggerito dalla pubblicità. Come fare allora? E tremendamente difficile dare una risposta certa, so solo che è un percorso lungo e faticoso e che comunque non consente di azzerare completamente il rischio residuo.

La neve è un enigma, per cavalcarla bisogna provare a sentirla. Accedere a se stessi prima che alle tecniche, all’abilità motoria, alle tabelle di allenamento permette di riconoscere quale percorso di avvicinamento può legarsi ad ognuno di noi.

E qui i maestri d’alpinismo, inconsciamente assai ricchi nella loro “selvaticità” potrebbero attingere a piene mani, se solo riuscissero, almeno per un poco,  a ridimensionare l’aspetto tecnico-materiale della faccenda…