Un caminicolo sulla Via Leni allo Spazzacaldera.

Dopo i fasti estivi trascorsi in barca a vela tra i marosi del Mediterraneo, alternati a prestigiose scalate: il Diedro Fehrman al Campanil Basso del Brenta (il quarto grado più difficile delle Alpi) e L’Aguglia (Il Cervino della Sardegna), il Dott Clara, “Sandrino per le donne”, è tornato più agguerrito che mai, domenica 22 settembre. Obiettivo della giornata era: evitare la folla e sfruttare la coda dell’estate settembrina splendidamente calda e ancora godibile in quota. La scelta è andata sulla via Leni allo Spazzacaldera, un vero gioiellino da non lasciarsi scappare, con granito della migliore qualità e passaggi in placca e diedro di difficoltà mai banali; “Dulcis in fundo” un aggettante camino. Tra tutti i tipi di arrampicata quella “del camino” è la più maschia: una sorta di lotta che si fa contro la roccia utilizzando tutte le parti del corpo possibili ed immaginabili. “Chiappa e spalla”, manate premute dalle leve dei gomiti, uso ruvido delle ginocchia (bandito scioccamente da tutti i manuali d’arrampicata), delle orecchie e, se capita, anche delle più intime parti virili, sono i segreti della progressione, psicologicamente supportati  da stentorei grugniti, alternati ad urla di sfida. Sandrino ha applicato alla lettera e con decisione ogni suggerimento. Perfino il mantra “CAMINICOLO, SONO UN CAMINICOLO!!!! “urlato con poderose vibrazioni che raggiungevano verso sud il lontano spartiacque alpino delle cime di Zocca e di Castello, ha contribuito efficacemente al superamento delle difficoltà. Masescu

 

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