Archive del 2013

Polvere profonda

domenica, 29 dicembre 2013

Conferenza Chiesa 2 gennaio 2014 ore 21 c/o TECA

polvere profonda 3

Valmalenco: cascata Pirolin Pirolina

venerdì, 20 dicembre 2013

Oltrepassato San Giuseppe la valle del Mallero piega decisamente verso ovest e, specie d’inverno, si trasforma un luogo magnifico e silenzioso. Ruscelli e torrenti che solcano il lato ombroso si trasformano rapidamente in flussi di ghiaccio tra i più noti e frequentati dai “cascatisti”. La Pirolin Pirolina è una classica non difficile, ideale per scoprire luoghi verticali altrimenti irraggiungibili. Senza neve risalta ancor di più, poco a monte delle casupole dell’alpe Pirolina. Mic

 

L’odore della neve, il respiro degli sci

mercoledì, 18 dicembre 2013

Alpinismo invernale

mercoledì, 11 dicembre 2013

Alta pressione stabile e splendide giornate di sole amplificano l’effetto di inversione termica che invade la pianura di nebbia e di smog mentre rende tiepide e luminose le vette. E’ un’occasione speciale per ritagliarsi una salita alpinistica d’inverno. Mic

 

Valmalenco: cascate dell’alpe Vazzeda

lunedì, 2 dicembre 2013

La neve tarda ad arrivare, mentre le abbondanti piogge d’autunno si son presto solidificate sotto la morsa del gelo di questi giorni. E’ bello adattarsi alle mutevoli condizioni della montagna, sfuggendo alla primizia forzata dello sci fatto di neve artificial-programmata, dedicandosi alla scalata sui primi flussi gelati. Poco a monte dell’ampio terrazzo inondato di sole dell’alpe Vazzeda, una fascia di scure anfiboliti alta un centinaio di metri è solcata da tre flussi ghiacciati. Quello centrale è un curioso canale incassato tra le rocce, generalmente percorribile sin dall’ inizio della stagione fredda. mic

Anteprima d’inverno

domenica, 24 novembre 2013

La neve arriva oltre il ginocchio, è inconsistente, zuccherosa, sufficientemente leggera da lasciarsi attraversare senza troppa fatica. E’ la prima neve che ricopre il fondo roccioso del Monte Spondascia, proprio dirimpetto alla nota piramide dello Scalino. Spesso il passo affonda sino a grattare il fondo fatto di serpentino a placche e blocchi irregolari, per questo non è possibile calzare gli sci..Poco importa, la salita si trasforma in un curioso viaggio panoramico, che insegue la neve e la traccia migliore, schivando gli accumuli e scrutando con attenzione le forme, per trovare l’appoggio più saldo sulle invisibili rocce sottostanti.

Bimbi e bouldering d’autunno: a tu per tu con la mantide

domenica, 17 novembre 2013

Un paio d’alberi di “riscaldamento” son quello che ci vuole per iniziare. Tommaso parte su un grosso ciliegio mentre Isacco si aggrappa deciso al ramo di una quercia nodosa che affonda le radici direttamente entro le fessure della roccia. Siamo a 1250m sul dorso di un promontorio roccioso panoramico che sovrasta Sondrio e la Valmalenco, non lontano dalla splendida contrada fantasma di Marsciana. Le paretine di solido gneiss invitano alla scalata e segnano nettamente il confine tra il solare versante meridionale e il tetro lato nord che cade a picco sopra la valle del Mallero. Lungo lo spigolo una grossa mantide si scalda con l’ultimo sole della stagione, forse allungherà di un poco la sua sopravvivenza in vista dell’approssimarsi dell’inverno. Mic

Alpe Acquabianca

martedì, 12 novembre 2013

Il vecchio cartello segnavia è ormai parzialmente inglobato all’interno del tronco di frassino che lo trasforma in una sorta di scultura del tempo unica nel suo genere. La neve è ancora alta, sopra i 2500 metri e il sole scalda piacevolmente la schiena. Condizioni perfette per camminare, correre o semplicemente vagare senza meta lungo la sterminata rete di sentieri della Valmalenco. L’alpe Son è allineata sull’ampio cordone morenico che si estende alla base delle pietraie del Castellaccio, rupe che nasconde tra le sue viscere alcuni minerali rari e preziosi come la Perowskite e la bianca e delicata Artinite. Il passo è piacevolmente attutito da un tappeto d’aghi di larice, certamente migliore di qualsiasi suola ammortizzante. L’alpe Acquabianca compare improvvisamente, nascosta in una grande radura, con al centro una vecchia baita magnifica, vestita di pietra, semplice, essenziale ed incredibilmente distante dai troppi e tremendi “recuperi” edilizi d’alta quota che mortificano e sfregiano tanti alpeggi nostrani. Mic

Val di Mello: arrampicata bagnata d’autunno

sabato, 2 novembre 2013

Così come perdere consapevolmente la via è  fonte di arricchimento e sorpresa, anche arrampicare con condizioni meteo sfavorevoli è un’esperienza preziosa. Nonostante le abbondanti piogge di questi giorni, con Luca e Giovanni abbiamo comunque affrontato le umide e a tratti completamente bagnate placche della Val di Mello, in totale solitudine e con un profumo di bosco e d’autunno esaltato dai ripetuti povaschi. Si tratta di un’arrampicata particolare, un esercizio da affrontare con grande concentrazione, al limite della percorribilità, ma che esalta intuizione, capacità d’adattamento, sensibilità ed attenzione continua. Mic

 

La matematica neve è quella polverosa

mercoledì, 30 ottobre 2013

Accade spesso di esser freneticamente attratti dall’anticipar la stagione delle cose. Anche nel mondo della montagna si legge e si assiste ad una continua rincorsa della prossima stagione, perdendo in qualche caso la possibilità di assaporare il momento in cui viviamo. Non voglio quindi associarmi ai malati di neve che vorrebbero sciare passato ferragosto e andar al mare dopo carnevale, ma con l’aria d’autunno non posso non segnalare la suggestiva descrizione della miglior coltre bianca che ci offre lo scrittore veneto Goffredo Parise, appassionato sciatore solitario fuoripista. Mic

“La neve di primavera è meravigliosa ma la vera, la grande, la sublime, la matematica neve è quella polverosa, microscopica neve a ghiaccioli di pieno inverno, in gennaio. Soffice e così silenziosa che non si ode alcun rumore, appena il respiro degli sci quando il corpo si alza e si abbassa rapidamente per curvare, e lo scricchiolío quando si sta fermi.
La bellezza di questa neve è nutrita dal silenzio e dalla luce: una luce fredda e purissima, radente o a picco, senza ombre, dove il blu del cielo si appoggia al candore delle vette e dei manti, e il sole è un disco bianco e rovente come la bocca di un altoforno nell’infinito.
Allora cominciare a sciare, avendo davanti a sé una lunga discesa immacolata dove nessuno è mai passato, soli, contro il sole, aspirando quel profumo quasi impercettibile che il sole estrae dalla neve, un po’ ozono, un po di iodio, ascoltando i suoni interni dei propri muscoli, del respiro, dello sguardo e soprattutto il suono della propria energia in espansione, allora, e solo allora e per pochi istanti, si può dire e ripetere e ricordare: “Sì, sono e sono stato veramente felice di vivere”.

neve polverosa (1280x579)