Bernina sud

Inizio a riconoscere ogni pietra lungo l’arioso sentiero che conduce alla Capanna Marinelli Bombardieri. Dopo il consueto the caldo con un goccio di vino consumato dalla Sissi (giovane gestrice del rifugio Carate), superata la bocchetta delle Forbici cambia l’aria e i profumi di flora alpina periglaciale prendono il sopravvento. Salire il Bernina da sud significa affrontare una montagna solitaria, “nervosa”, dove la presenza umana si percepisce solo alla Marco e Rosa, alla confluenza con il più comodo, ma spesso affollato, avvicinamento svizzero. Nessuna frenesia ai rifugi, ma ottimo servizio, colazioni solitarie e, durante la marcia notturna, tutto il tempo e silenzio necessari per trovare il ritmo ed entrare in sintonia con la montagna…Assieme a Luigi, alpinista di lungo corso con una solida preparazione alle spalle, abbiamo raggiunto la vetta incrostata di ghiaccio dall’ultima bufera di questa fresca estate 2011. Due giorni dopo è stata la volta del sorprendente Riccardo (13 anni!!) alla sua prima esperienza con ramponi e piccozza. Dopo aver raggiunto la capanna Marco e Rosa per il Canale di Cresta Guzza, abbiamo contornato il massiccio lungo il panoramico tour delle Belleviste, uno dei percorsi d’alta quota più in voga di un tempo, che sa unire le vedute degli ampi versanti glaciali settentrionali con i ripidi scogli rocciosi del Piz Zupò e Argent, visibili dopo essere transitati dall’esteso plateau del ghiacciaio di Fellaria, un vero e proprio deserto bianco… Mic

 

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