Questo è il periodo più bello per arrampicare in Val di Mello. Quando il fondovalle si fa umido e ombroso, basta raggiungere la base delle strutture illuminate dal sole e ci si trova in un altro mondo. Si arrampica con la giusta temperatura e il miglior “grip”, l’aria è tersa e i colori dell’autunno rendono il tutto ancor più gradevole. Un divertente condensato, non troppo impegnativo, dell’arrampicata mellica si può trovare lungo la storica placca dello Stomaco Peloso, da combinare con la soprastante via Alba del Nirvana. Mic
Archive for September, 2010
Val di Mello: Tempio dell’Eden – Stomaco peloso + Alba del Nirvana
Thursday, September 30th, 2010Bouldering
Monday, September 27th, 2010Tra i vari sistemi per rimanere in forma con l’arrampicata, il bouldering è a mio avviso quello più divertente ed efficace. Bastano infatti un paio d’ore d’esercizio per una buona dose di “tirate” di dita, avambracci e bicipiti, condite con un necessario impegno tecnico per posizionare correttamente i piedi e gestire i movimenti. Un allenamento molto specifico e motivante, che ti consente di sceglier la giusta intensità di fatica a seconda dell’umore e della motivazione del momento. Mic
Sculture naturali
Monday, September 20th, 2010“La nostra immaginazione stupisce se guardiamo alle montagne come a monumenti del lento lavorio di immense forze della natura nel corso di innumerevoli millenni”. Leslie Stephens 1871.
In un epoca in cui ancora prevaleva la visione biblica e creazionista del pianeta, le parole del critico letterario, filosofo e alpinista britannico, padre di Virginia Wolf e primo salitore del monte Disgrazia, appaiono straordinariamente moderne. E’ incredibile il lavoro dell’acqua che, mulinando incessantemente per secoli, ha realizzato la scultura che vedete nella foto, lungo l’alveo del torrente Cormor. Mic
Pareti dello Scerscen
Wednesday, September 15th, 2010Uno sterminato parco per l’arrampicata in uno dei luoghi più belli e panoramici della Valmalenco. Per ora una manciata di tiri di stampo sportivo tra le storiche vie clean climbing dei primi anni novanta, tracciate con grande intuito da Popi Miotti e Luca Maspes Rampikino.
Con Rampik ieri abbiamo distrutto gli avambracci sugli atletici muri rossi dello Scerscen, stupendoci ancora una volta della bellezza, quantità e varietà di queste rocce. Mic
Golden Prestigio
Monday, September 13th, 2010Nuovo Golden Prestigio – Gianni del Ben, Maniago (PN)
Gianni è un energico guaglione, non ancora quarantino, che sceglie i suoi obiettivi alpinistici mediamente al di sotto delle sue reali possibilità. Sarebbe pronto per qualsiasi scalata classica-difficile e da tempo lo ingolosisco con la via Cassin al Badile, ma niente da fare! Lui vuole divertirsi e rilassarsi, del resto non gli importa nulla. Così quando mi sottopone lo Spigolo Fiorelli alla Sfinge, per dare un po’ di senso a questa salita, che per lui è veramente facile, gli propongo di farla partendo dai Bagni Masino. Solo al mattino, all’ora della partenza, mi rendo conto del dislivello da coprire: non un grande problema per Gianni, grandissimo cacciatore, abituato alle sfibranti marce di appostamento e di recupero dei selvatici, ma faccenda più delicata per il sottoscritto,da sempre più attratto dal gesto tecnico che dalle lunghe scarpinate. In tre ore e mezza arriviamo alla base della parete e dopo poco più di un’ora di scalata siamo sulla cima, così con un balzo di 1800 metri Gianni raggiunge il traguardo del Golden Prestigio, completando la sua serie di magnifiche cavalcate nelle Alpi Centrali.
Il diploma e il prezioso omaggio della Casa Vinicola Triacca, una Magnum di vino rosso “Prestigio”, gli verranno consegnati sabato 11 Dicembre 2010 presso il “prestigioso” Bar Mountainroom sulle piste da sci del Palù-Chiesa Valmalenco. Masescu
Salite Prestigiose di Gianni del Ben:
-Cima Bellavista via normale 3922m
-Pizzo Bernina via normale 4050m
-Monte Disgrazia via normale 3678m
-Spigolo Nord Pizzo Badile m.3308
-Pizzo Gemelli via Ferro da stiro (Valbondasca)
-Pizzo Palù via Kuffner 3906m
-Punta Sfinge 2808m Spigolo Fiorelli
-Luna Nascente (Val di Mello)
Larix park
Thursday, September 9th, 2010Larix Park – Livigno
Confesso che ero un po’ prevenuto riguardo a questo parco avventura e me lo immaginavo inserito a pieno titolo tra i cosidetti “non luoghi”, pensando ad uno spazio non identitario, né relazionale, tantomeno storico….Una sorta di piccolo “divertimentificio” tipo mirabilandia o acquafan di montagna. Il lariceto in cui è immerso invece lo contraddistingue e viverlo da una prospettiva diversa, dall’alto, assieme ai bambini è decisamente una bella esperienza…Mic
Polimagò
Tuesday, September 7th, 2010“Papà, quand’è che mi porti in Val di Mello a fare una delle tue vie?” La domanda mi viene fatta da Giulia, 26 anni, neolaureata a pieni voti in medicina e chirurgia (orgoglio paterno alle stelle). Quindi, se lascio stare “Durango” che è una cascata di ghiaccio, “Il Paradiso può attendere” molto improbabile da portare a casa in giornata, “Sette Aprile” un po’ troppo selvaggia, “Micetta Bagnata” un po’ troppo sprotetta, “Patabang” che è veramente bagnata perché è primavera, non mi rimane altro che, come ultima scelta, la via Polimagò. Così, non tenendo conto della veneranda età, del sovrappeso e di tante altre controindicazioni, una bella giornata di giugno mi trovo a risalire la stupenda faggeta che porta allo “Scoglio della Metamorfosi”, ostentando una calma superiore al filino d’ansia dovuto al fatto di avere Giulia come compagna di cordata. Normalmente con un cliente la situazione è diversa: il fatto di essere uno dei due primi salitori della via mi dà la carica; con Giulia invece mi sento molto meno “eroico”. Altro piccolo neo è che ho portato a risuolare le mie prodigiose ballerine rosse “Five Ten” (delle vere e proprie protesi adesive) e chissà perché, tra tutte le scarpe del magazzino, ho optato per un comodissimo paio di Boreal, modello “Asse” (stagionatura superiore ai vent’anni), splendide per i dolorosi incastri yosemitici, ma da considerare poco più che dei cimeli per quanto riguarda l’ aderenza. In questo modo il tiro della placca verticale sopra la “Porta del Cielo”, che meriterebbe una scarpa più tecnica, mi dà da pensare. Ma si sa, il limite non sta mai nelle scarpe, ma nella testa di chi le usa e alla fine va tutto bene: un po’di ravanata negli ultimissimi passi del mitico traversone prima di entrare nella fessura di Luna Nascente, probabilmente perché mi sono tenuto leggermente più in alto rispetto alla sequenza giusta di movimenti. Giulia è salita veloce su tutti i tiri , l’unico problema l’ha avuto sul primo camino perché non capiva come prenderlo. Il suo giudizio su Polimagò e stato: meno fisica di “Oceano”, ma alla fin fine più ingaggiosa. Mi ha poi fatto una serie di domande su come era stata la “prima salita” e io lì a spiegarle che nel lontano ’79, quando, “lei era ancora su a Bufett a fa andaa i asen”, espressione malenca che sta per “quando non eri ancora nata………”, non c’erano i favolosi friend ma gli scorbutici excentric , che per allestire una sosta bisognava martellare i chiodi stando in equilibrio su qualche cazzillo, che quando stavi quasi per cadere l’unica ancora di salvezza era quella di tentare un ultimo passo verso l’alto e che, come diceva il ritornello di una canzone molto famosa, a quei tempi: “Gli eroi, compresa quella vecchia irsuta pantegana di suo padre, eran tutti giovani e belli……”. Masescu
Vestirsi in montagna
Sunday, September 5th, 2010Semplice, funzionale, leggero, resistente e durevole, bello da vedere e da indossare. Queste sono le caratteristiche di un capo d’abbigliamento da utilizzare in montagna. Non è facile districarsi nella pressoché sterminata offerta di prodotti più o meno tecnici dedicati alla montagna e all’outdoor. Da tanti anni ormai ho fatto una scelta votata alla semplicità: pochi capi essenziali e durevoli. Patagonia sposa alla perfezione questa filosofia d’utilizzo. Per tutte le salite alpine trovo perfetto il guscio esterno Stretch Element Jacket, con i calzoni Stretch Element Low Bibs o i più leggeri Alpine Guide Pants. Sotto indosso il pratico e multiuso capo isolante R1® Pullover, mentre per l’intimo non posso più fare a meno dei capi in lana merino (maglietta e calzamaglia). In fondo allo zaino lascio sempre il piccolo, leggero ma molto caldo, capo in piuma d’oca Down Sweater. Michele Comi











